Congedi, aspettative, permessi: ecco le novità del decreto riordino

Approvato il decreto legislativo su congedi, aspettative e permessi: dalla comulabilità dei permessi lavorativi ai congedi per assistenza ai figli minori, ecco tutte le novità

di Roberto Franchini, pubblicato il
Approvato il decreto legislativo su congedi, aspettative e permessi: dalla comulabilità dei permessi lavorativi ai congedi per assistenza ai figli minori, ecco tutte le novità

Novità congedi, aspettative permessi

In questi giorni, il consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo destinato al riordino della materia congedi aspettative e permessi di lavoro. Anche se il decreto non è ancora legge dello Stato, difficilmente subiranno modificazioni rilevanti. Queste le principali novità del decreto.

Cumulabilità permessi lavorativi

Si potranno cumulare i permessi solo a condizione che il secondo familiare da assistere sia il coniuge, un parente o un affine entro il primo grado.Entro il secondo grado se i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità ha compiuto 65 anni, oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti mancanti o deceduti. Nulla cambia per i lavoratori che assistono un familiare di secondo grado e uno di terzo grado, il cui coniuge o genitore sia ultra 65enne, invalido, mancante o deceduto. Infatti il decreto non abroga la disposizione che consente la concessione del primo permesso anche per il terza grado di affinità o parentela, nel caso in cui manchi o sia invalido o deceduto il coniuge o il genitore. Chi cumula i permessi per l’assistenza della madre, del suocero e di un figlio, potrà continuare a beneficiarne.

Assistenza lontana dal domicilio

Permesso per assistenza parente – Si ha diritto ai permessi anche se il familiare assistito abita a centinaia di chilometri di distanza dal lavoratore. In questo caso il lavoratore che usufruisce dei permessi per assistere un parente o affine residente in un comune situato a distanza stradale superiore a 150 chilometri rispetto alla propria residenza, deve provare di essersi effettivamente recato nei giorni di fruizione dei permessi, presso il domicilio del familiare che assiste.

Congedi assistenza figli minori

Congedo parentale – La già prevista possibilità di fruire di congedi retribuiti per tre anni, è utilizzabile fino al compimento dell’ottava anno di età del bambino, se non ricoverato in istituto specializzato. Nel computo dei tre anni sono inclusi anche i congedi parentali concessi ai genitori (fino ad 11 mesi totali se a fruirne sono entrambi), a prescindere dalla disabilità del figlio.

Congedo continuativo e congedo frazionato – Il congedo, che può essere continuativo o frazionato, è relativo a ciascun figlio con disabilità, e può essere fruito alternativamente da ciascun genitore, ma è incompatibile con la contemporanea fruizione dei permessi lavorativi. In alternativa al congedo, il lavoratore potrà comunque beneficiare di due ore di permesso giornaliere fino al terzo anno di età del bambino.

Congedo parentale disabili

Confermati i beneficiari potenziali ma con ordine di priorità: coniuge, genitori, figli, fratelli e sorelle. Rimane ferma la condizione dell’assenza di ricovero. Il primo beneficiario è, quindi, il coniuge convivente con la persona gravemente disabile. In caso di mancanza, decesso o presenza di patologie invalidanti del coniuge, ha diritto a fruire del congedo il padre o la madre, anche adottivi, e anche se non conviventi con il figlio. In caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre e della madre, ha diritto a fruire del congedo uno dei figli conviventi. Se anche i figli conviventi sono deceduti, mancanti o invalidi, il beneficio passa ai fratelli o alle sorelle conviventi. I genitori possono fruire del congedo anche quando uno dei due non è lavoratore o è un lavoratore autonomo. Nel caso in cui il disabile conviva con il coniuge, ad esempio la moglie casalinga, il congedo non può essere concesso al figlio convivente, a meno e che la madre non sia anche essa affetta da patologie invalidanti.

Congedi e retribuzione

Durante il periodo di congedo il lavoratore ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento. Il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa.

Congedi per cure

È riservato ai lavoratori invalidi. Durante il periodo di congedo il dipendente ha diritto a percepire il trattamento calcolato secondo il regime economico delle assenze per malattia. Il datore di lavoro non chiede l’accertamento mediante visite di controllo, ma il lavoratore è tenuto a documentare le cure avvenute. La necessità della cura, sempre correlata all’infermità invalidante riconosciuta, deve risultare espressamente dalla domanda del dipendente interessato, accompagnata dalla richiesta del medico.

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Argomenti: Lavoro e Contratti