Condono liti fiscali pendenti: pronto il software per l’invio della domanda

C'è tempo fino al 30 novembre per il pagamento delle liti fiscali pendenti condonate. Gli interessati possono inviare telematicamente la domanda

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
C'è tempo fino al 30 novembre per il pagamento delle liti fiscali pendenti condonate. Gli interessati possono inviare telematicamente la domanda

Sul mini condono delle liti fiscali pendenti qualcosa inizia a muoversi – L’agenzia delle entrate attraverso un comunicato annuncia che è pronto il software per inviare la domanda in merito alla chiusura in maniera agevolata delle liti pendenti. Pertanto, per i contribuenti interessati, sarà possibile aderire a tale mini condono inviando telematicamente l’istanza. La procedura è quella di collegarsi al sito www.agenziaentrate.it e successivamente andare nella sezione strumenti dove è presente il software e le istruzioni.

Liti fiscali pendenti 2011: requisiti per aderire al condono

I requisiti per poter presentare l’istanza, come stabilito dall’articolo 39 comma 12 del decreto legge 98 del 2011, sono:

  • Le liti devono essere pendenti alla data del 1° maggio 2011 presso una commissione tributaria o presso un tribunale;
  • Il valore della lite deve essere non superiore a 20 mila euro. Per il calcolo di tale importo devono essere considerate le sole imposte richieste, mentre se l’atto è di sole sanzioni occorre fare la somma delle sanzioni;
  • Per poter aderire al condono è necessario che una delle parti in causa sia l’Agenzia delle entrate ( per cui ad esempio non è possibile aderire al condono se le cartelle di pagamento ed il ricorso riguarda delle contravvenzioni, in cui la parte in causa è un Comune).

Pagamento liti fiscali pendenti

Il termine per effettuare il pagamento è il 30 novembre 2011. Per poter pagare quanto dovuto occorre compilare un modello F24 ed inserire l’importo con il codice 8082. L’importo dovuto è pari a 150 euro se la causa pendente non supera i 2 mila euro. Se la lite supera i 2mila euro, ma non supera il limite di 20mila euro, occorre pagare il 30 per cento  se ancora non è stata pronunciata sentenza di primo grado;: il 10% del valore della lite, in caso di soccombenza dell’amministrazione finanziaria dello Stato nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale; il 50% del valore della lite in caso di soccombenza del contribuente nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale resa.

Sentenza depositata in segreteria – Per determinare correttamente quanto dovuto occorre fare riferimento all’ultima sentenza pronunciata prima dell’inoltro della domanda. Pertanto occorre che il contribuente si informi se la sentenza o il dispositivo siano stati depositati presso la segreteria  della commissione tributaria. Se infatti tra la data si presentazione dell’istanza e la data di pagamento sono intervenute altre pronunce giurisdizionali potrebbe verificarsi o che le somme pagate siano più di quelle dovute ( e pertanto il contribuente avrà diritto alla restituzione di ciò che ha pagato in più), o che le somme dovute siano inferiori a quanto dovuto e pertanto dovrà essere versata la differenza anche dopo il 30 novembre 2011.

Definizione agevolata liti pendenti: è possibile una proroga?

Per cui tempi abbastanza ristretti per poter aderire alla definizione agevolata, anche se alcuni hanno ipotizzato una proroga per poter adempiere ai vari step. Tuttavia la necessità di smaltire il notevole arretrato che si è accumulato negli anni nelle commissioni tributarie potrebbe portare al varo di altri provvedimenti in materia.

Relazione giustizia tributaria – Al riguardo è interessante spulciare la recente relazione di monitoraggio sullo stato del contenzioso tributario e sull’attività delle commissioni tributarie” elaborata dalla direzione della Giustizia tributaria del dipartimento delle Finanze. Infatti nel periodo preso in esame dall’istituto, il 2010,i ricorsi in materia tributaria sono notevolmente aumentati in generale. Nel dettaglio si è avuta una piccola flessione, dell’ordine del 2 per cento per quanto riguarda  i ricorsi alle commissioni provinciali, mentre in deciso aumento ( più 11,4 per cento) quelli inoltrati alle commissioni regionali. In aumento anche i ricorsi verso l’agenzia del territorio ed Equitalia mentre sono pressoché stabili quelli diretti verso l’agenzia delle entrate.

Ricorsi giustizia tributaria: il sud fa la parte del leone – Interessante a livello statistico anche scoprire che nel meridione è più frequente il ricorso, visto che circa il 53 per cento si tutti i ricorsi in primo grado sono fatti da Roma in giù. Per quanto riguarda i ricorsi in appello, la relazione, indica una sostanziale parità tra ricorsi fatti al sud e quelli fatti al centro nord.

Il contribuente vince in appello – Occorre inoltre ponderare sulla percentuale di vittorie del contribuente o dell’ufficio sia in appello che in primo grado. Presso le commissioni provinciali si registra un maggior numero di vittorie dell’amministrazione ( 40 contro 36 per cento). Capovolto il risultato in secondo grado dove il contribuente per il 46 per cento delle volte ha ragione ( a fronte di un 40 per cento di sentenze favorevoli all’amminsitrazione).

Sul condono liti fiscali pendenti si legga anche:

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Argomenti: Ricorsi e Contenziosi