Concorso scuola per 32 mila posti al via fra polemiche e virus

Concorso scuola straordinario al via fra le polemiche di sindacati e Pd. Ecco le date e la formula per le assunzioni di 32 mila docenti.

di , pubblicato il
Concorso scuola straordinario al via fra le polemiche di sindacati e Pd. Ecco le date e la formula per le assunzioni di 32 mila docenti.

Concorso scuola straordinario per docenti al via. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha annunciato che il bando per 32 mila posti è uscito oggi in Gazzetta Ufficiale. Le prove selettive inizieranno il 22 ottobre per terminare il 9 novembre 2020.

Dopo lunghe attese e polemiche, il concorso scuola per l’assunzione di migliaia di docenti di scuole medie e superiori vedrà finalmente la luce. L’urgenza è data dalla carenza di molti posti, ricoperti al momento solo grazie a supplenze temporanee e dal fatto che il prossimo anno si prevede una fuoruscita di 40 mila insegnati.

Poiché il pensionamento anticipato con le regola di quota 100 (almeno 62 anni di età e 8 di contributi) finirà nel 2021, il Ministero prevede una vera e propria fuga dalla scuola. Ecco quindi la necessità del governo di fare in fretta per sopperire alla carenza di organico e ai probabili squilibri che si verrebbero a generare aspettando troppo tempo.

Le prove del concorso scuola

Come illustrato dalla ministra Azzolina ai sindacati, il concorso straordinario è rivolto a candidati che abbiano svolto almeno tre anni di servizio. La prova del concorso sarà composta da 5 quesiti a risposta aperta e da un quesito in lingua inglese. La prova avrà una durata complessiva di 150 minuti. I candidati ritenuti idonei saranno assunti retroattivamente il prossimo anno a partire dal 1 settembre 2020.

Per lo svolgimento delle prove si utilizzeranno non solo le sale informatiche delle scuole coinvolte, ma anche le aule universitarie degli atenei che hanno offerto la loro collaborazione. La presentazione delle candidature per le commissioni è stata posticipata al 30 settembre 2020, ma il problema è come svolgere in sicurezza un concorso con tanti candidati.

Le polemiche dei sindacati

I sindacati hanno sollevato forti dubbi che riguardano principalmente la sorveglianza, le sanificazioni e i rischi che l’operazione imponente di realizzazione del concorso inevitabilmente comporta.

I genitori degli studenti non possono entrare nelle scuole, come da protocollo, e tanta gente per fare i concorsi potrà farlo? Come saranno gestite le sanificazioni? Se ci fossero casi Covid tra i candidati al concorso, saranno interrotte le lezioni? Sono questi alcuni dei quesiti più ricorrenti.

Per il Pd meglio spostare il concorso a Natale

Anche il Pd chiede una riflessione sulla data in cui svolgere il concorso straordinario per la scuola. Come dice Camilla Sgambato

farlo ora significa stressare le scuole, che saranno private di molti docenti, i quali andranno a sostenere le prove del concorso. Avremmo preferito farlo a ridosso delle vacanze di Natale; fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ogni ripensamento è possibile, la decisione spetta al ministero dell’Istruzione”.

Sgambato sottolinea anche la necessità di tutelare chi è in quarantena. Magari per un positivo presente nella scuola in cui insegna. Va cercata una soluzione, per esempio trovando un’altra data per questi candidati o facendo loro svolgere la prova tutti in una stessa scuola: sarebbe ingiusto non farli partecipare al concorso.

C’è poi il problema che molti docenti precari, dovendo partecipare alle prove del concorso, lascerebbero la cattedra che hanno appena preso per 5-6 giorni. Solo in Lombardia ci sono 16.500 candidati, la gran parte sono docenti delle regioni meridionali: spostare il concorso a Natale sarebbe insomma la cosa più giusta da fare.

Per M5S va bene così

La replica non si fa attendere ed è affidata a una nota degli esponenti del M5S in commissione Istruzione al Senato. “Respingiamo al mittente la proposta. Fosse stato per noi avremmo fatto tenere le prove ad agosto (o un concorso ordinario per tutti), ma con il superamento del test a crocette e l’introduzione della prova a risposta aperta abbiamo concordato il procrastinarsi della data all’autunno”.  E un secco “no” a un rinvio arriva anche da Italia viva.

Argomenti: ,