Comunicazione liquidazione IVA 2017: la proroga è un’incognita, criticità e sanzioni ridotte per l’omessa trasmissione

Comunicazione liquidazione IVA 2017, la proroga è un'incognita, tante le difficoltà e i dubbi, arriva la sanzione ridotta per l'omessa, incompleta e infedele trasmissione.

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Comunicazione liquidazione IVA 2017, la proroga è un'incognita, tante le difficoltà e i dubbi, arriva la sanzione ridotta per l'omessa, incompleta e infedele trasmissione.

Comunicazione Liquidazione Iva, la proroga annunciata dal Mef dal 31 maggio al 12 giugno, è ancora un’incognita. Si tratta di una proroga necessaria visti i ritardi e le difficoltà incontrate dagli esperti del settore, e le tante novità e complessità di natura tecnica.

Comunicazione liquidazione IVA e proroga, perché è possibile?

Tante le criticità legate a questo nuovo adempimento, una di questa è la modalità di invio telematico, ad oggi non è prevista la possibilità di utilizzare il Desktop Telematico con l’accesso con le credenziali di Entratel o Fisconline.
Inoltre, nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 27 marzo 2017 che indica le specifiche tecniche dell’invio del file. Le specifiche indicano che la comunicazione IVA trimestrale 2017 deve essere trasmessa telematicamente con file in estensione XML.

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Comunicazione Liquidazione IVA al 12 giugno

Comunicazione liquidazione IVA, primo invio della comunicazione entro il 31 maggio 2017, slitta al 12 giugno. Lo prevede un D.P.C.M. In fase imminente di emanazione, è quanto ha riportato il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Una proroga tanto attesa al 12 giugno 2017, ma a oggi ancora tutto un’incognita. La comunicazione Liquidazione IVA è stata introdotta dal D.L. n. 193/2016 riguardo alla comunicazione trimestrale dei dati delle liquidazioni IVA effettuate  (art. 21-bis, D.L. n. 78/2010).

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Criticità della comunicazione liquidazione IVA 2017

Le difficoltà riscontrate derivano dalle modalità tecniche per l’invio, infatti è stato previsto che:

  • il file della comunicazione ha una estensione “xml”;
  • va controllato con il software di controllo dell’Agenzia delle Entrate, si può optare per tre diverse possibilità: software online sul sito, controllo disponibile in Desktop Telematico – Entratel, controllo on line sul sito “Fatture e corrispettivi”;
  • va firmato con firma elettronica digitale, si può optare per tre possibilità: firma rilasciata da un Ente autorizzato, funzione “firma” disponibile in Desktop Telematico – Entratel oppure funzione “Sigilla” disponibile sul sito “Fatture e corrispettivi”;
  • va trasmesso esclusivamente utilizzando il canale di trasmissione “Fatture elettronica e Corrispettivi elettronici”.

Utilizzo del servizio Fatture e Corrispettivi

Qui le criticità e le difficoltà aumentano, si è deciso di abbandonare il vecchio sistema per l’invio delle comunicazioni (Entratel e Fisconline) sostituendolo con l’invio nel sistema “Fattura elettronica e corrispettivi elettronici”. Un servizio disponibile per i contribuenti dotati di credenziali Entratel, Fisconline o SPID.

È possibile effettuare la trasmissione delle comunicazioni IVA mediante la funzionalità di upload sull’interfaccia “Fatture e Corrispettivi”.

 

Modalità di trasmissione dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate per preparare e trasmettere il file della Comunicazione Liquidazione Iva rende disponibile software e il sistema “Fatture e Corrispettivi”.

Ecco come controllare e trasmettere il file comunicazione liquidazione IVA

comunicazione liquidazione IVANon mancano le difficoltà incontrate dagli esperti del settore, molti i dubbi causa anche delle istruzioni non complete, ci sono ancora molte lacune da chiarire, ma sono chiare invece, le sanzioni per l’omessa trasmissione.

Liquidazioni IVA, sanzioni per l’omessa trasmissione della comunicazione

Portato al ribasso il regime sanzionatorio legati ai nuovi obblighi comunicativi dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.
L’omessa, incompleta o infedele comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA, sconta una sanzione amministrativa compresa tra 500 e 2.000 euro. La sanzione viene ridotta della metà se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza prevista, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati. (D.L. n. 193/2016).

Fonte: Agenzia delle Entrate

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