Comuni senza soldi. Ecco la ragione del disperato bisogno di Imu

I tagli agli enti locali stanno determinando una situazione drammatica per Comuni e Regioni. La salvezza si chiama Imu

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
I tagli agli enti locali stanno determinando una situazione drammatica per Comuni e Regioni. La salvezza si chiama Imu

Ancora da sciogliere numerosi nodi per quanto riguarda il versamento dell’Imu, nonostante si avvicini la scadenza per il pagamento del primo acconto. Intanto i tagli dei trasferimenti dal centro alla periferia, oltre che l’inasprimento degli  obiettivi del Patto di Stabilità interno hanno portato ad una stretta per gli enti locali di 6,3 miliardi di euro nel 2011, 15,3 miliardi di euro per il 2012 ed addirittura di 17,7 miliardi di euro nel 2013.

 

Tagli enti locali: e la periferia si scoprì molto povera

I dati sono stati elaborati dal Centro studi Sintesi e riguardano i tagli per Regioni, Comuni e Province dovuti alle novità normative introdotte dalle numerose manovre finanziarie effettuate dal Governo nel corso degli anni 2010 e 2011 ( in particolare sono stati considerati gli interventi effettuati attraverso le manovre estive 2010, e le numerose manovre del 2011, come la manovra di ferragosto o il decreto Salva Italia varato dal governo Monti nel Dicembre del 2011).

Pertanto il centro studi Veneto ha tradotto in numeri ciò che gli amministratori lamentano da parecchi anni, effettuando anche uno screening dell’incidenza dei tagli per territorio, in modo tale da verificare se vi sia stata una disomogeneità territoriale per quanto riguarda la riduzione delle entrate.

 

Tagli alle regioni: non siamo tutti uguali

Da questa speciale classifica si evince che le regioni più penalizzate sono state Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige dove i tagli pro capite sono stati rispettivamente di 1389 euro e 902 euro per persona. Seguono successivamente Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Sicilia, con valori al di sopra della media nazionale pari a 252 euro di tagli pro capite. Pertanto dal quadro delineato a pagare in misura superiore sono proprio le regioni a Statuto speciale, le quali dispongono di maggiori risorse e maggiori volumi di entrata. Tuttavia, considerando anche la stretta fatta in materia di spese dovuta alla revisione del patto di stabilità, risulta che quasi tutte le regioni hanno subito delle riduzioni di spesa grosso modo simili (attorno al 15 per cento del budget complessivo).

Tuttavia, in un quadro di sostanziale omogeneità dei tagli effettuati, emergono comunque delle Regioni che, dati alla mano, sono state favorite rispetto ad altre. Infatti considerando la spesa media pro capite e la quantità dei trasferimenti statali, alla luce degli effetti delle manovra finanziarie, appaiono maggiormente penalizzate regioni come Basilicata e Molise e favorite regioni come Veneto e Lombardia ( a livello locale occorrerà anche valutare gli effetti delle nuove norme che prevedono di aumentare l’addizionale regionale e l’addizionale comunale Irpef).

 

La salvezza dei comuni si chiama Imu

Inoltre occorrerà anche valutare l’impatto della nuova tassa sugli immobili, l’Imu, per la quale molte decisioni sono ancora da prendere. Sono circa 580 le proposte di modifica al Dl fiscale e molte riguardano proprio l’Imu. Gli emendamenti riguardano la possibilità di rateizzare in più tranche il pagamento dell’imu relativo alla prima casa ma anche il differimento del termine del 30 settembre per la presentazione della dichiarazione. Quest’ultimo emendamento proposto, dall’onorevole Savino, prevede anche di ridurre da 135 a 110 l’indice di rivalutazione per i terreni agricoli posseduti o condotti da imprenditori agricoli o professionali oltre che per i coltivatori diretti. Inoltre viene anche previsto di estendere l’applicazione dell’aliquota del 4 per mille agli anziani proprietari di una casa che vivono presso case di cura.  Nuove detrazioni Imu vengono proposte anche per le famiglie monoreddito e per quelle numerose, mentre un emendamento dell’ Idv prevede di eliminare ogni possibile agevolazione alle fondazioni bancarie proprietarie di immobili, trattate alla stregua di Onlus.

 

Tanti buoni propositi ma pochi soldi

Tuttavia, nonostante i buoni propositi, occorrerà vagliare molto attentamente le varie proposte di modifica, in virtù del fatto che la copertura finanziaria è al momento molto limitata.

In attesa di verificare quali ulteriori novità normative saranno introdotte è possibile effettuare i calcoli preliminari di quale importo dovrà essere versato. In base all’ultimo emendamento approvato, la prima rata dell’acconto Imu da versare dovrà essere calcolata tenendo conto delle aliquote base del tributo. Pertanto occorrerà prendere come riferimento lo 0,4 per cento per gli immobili adibiti a prima casa ( per i quali rimane comunque in vigore la detrazione di 200 euro e l’ulteriore detrazione di 50 euro prevista per figli sotto i 26 anni), lo 0,2 per cento per i fabbricati rurali strumentali, lo 0,76 per cento per tutti gli altri immobili. Il primo acconto sarà pari quindi al 50 per cento ( 30 per cento per gli immobili rurali strumentali) calcolato con le aliquote di cui sopra, anche se i Comuni hanno già emanato la delibera di adozione delle nuove aliquote. In quest’ultimo caso l’importo corretto dovrà essere versato all’atto del saldo, in data 17 dicembre.

La risoluzione n. 35 del 2012 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate fornisce anche i nuovi codici tributo necessari per effettuare il pagamento (sono presenti due codici tributo differenti per quanto riguarda il versamento dell’imposta all’erario e per quanto riguarda il versamento al Comune).

 

Sul pagamento dell’Imu si veda anche:

Imu 2012: calcolo e calendario scadenze

Pagamento Imu e riforma del catasto: i nodi della delega fiscale

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Argomenti: Tasse e Tributi, Addizionale comunale IRPEF