Compro Oro: più controlli e regole contro il far west

Presentato alla Camera dei Deputati uno schema di un Ddl ad oggetto la regolamentazione del fenomeno, sempre più crescente, dei negozi “compro oro”

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Presentato alla Camera dei Deputati uno schema di un Ddl ad oggetto la regolamentazione del fenomeno, sempre più crescente, dei negozi “compro oro”

Un mercato in continua e costante crescita questo dei compro oro che ha visto una rapida diffusione soprattutto ora, in tempo di crisi. La proposta di regolamentazione avanzata da un gruppo di parlamentari, tra cui Walter Weltroni e sostenuta dal Presidente di Libera, don Ciotti, prevede l’introduzione di obblighi di comunicazione in merito alle operazioni effettuate, nonché l’istituzione di un Registro presso le Camere di commercio.

 

Rischio infiltrazioni mafiose

I motivi di questa proposta di regolamentazione di un mercato in continua evoluzione, sono da ricercarsi nel rischio palese per cui la realtà dei compro oro possa essere  intricata con le organizzazioni criminali, con particolare riferimento ai fenomeni della ricettazione e del riciclaggio di denaro. Circa 5 mila i compro oro che sono presenti su tutto lo stivale italiano, con un giro d’affari annuo che si aggira sui tre miliardi di euro annui. Un boccone succulento per le associazioni criminali.

 

Il registro delle attività di compravendita di oro

Nella proposta di disegno di legge, si pensa ad introdurre nuovi strumenti volti a regolare la trasparenza e la tracciabilità delle operazioni realizzate dai compro oro. In particolare, il comma 2 dell’art. 1 del Ddl, prevede l’istituzione di un apposito registro, il “Registro delle attività di compravendita di oro”, tenuto presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, sulla base di modalità e criteri che devono essere stabiliti con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’interno, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

 

Obbligo della tracciabilità oggetti e metalli preziosi

L’art. 2 del Ddl, invece  sancisce l’obbligatorietà della tracciabilità degli oggetti e dei metalli preziosi, estendendo a tali attività, le disposizioni previste in materia di antiriciclaggio. In particolare si sancisce che “chi commercia, rivende o acquista, anche per la successiva fusione, oggetti o metalli preziosi o recanti pietre preziose, deve indicare il nome, il cognome e il domicilio dei venditori e dei compratori, la data dell’operazione, la specie della merce comprata o venduta e la descrizione dettagliata di ogni oggetto ceduto, comprensiva della chiara descrizione di eventuali pietre preziose, allegando la fotografia e l’indicazione del prezzo dell’oggetto, nonché del prezzo pattuito. Deve essere inoltre allegata la fotocopia del documento d’identità del soggetto cedente per ciascuna operazione”.

 

Istituzione banca dati virtuale

Sarà Unioncamere poi, anche mediante società specializzate, ad istituire, sulla base però di accordi con le associazioni rappresentative, un portale internet per pubblicare una banca dati degli oggetti d’oro, di metalli preziosi o recanti pietre preziose usati, in modo da facilitare la compravendita tra operatori e anche agevolare l’attività di controllo delle Forze dell’ordine e della magistratura al fine di contrastare l’evasione fiscale, la ricettazione e il riciclaggio. Sulla base di ciò si prevede l’obbligo di invio di una comunicazione alla questura competente per territorio, che contenga le informazioni sulle operazioni effettuate e da effettuarsi entro 24 ore dal compimento delle stesse.

 

Borsino dell’oro usato

Si prevede inoltre anche la possibilità di istituire un borsino dell’oro usato, al fine di incentivare il recupero dei metalli preziosi non più usati, che si trovino in possesso dei privati, smaltendo così  le sostanze tossiche eventualmente contenute nei prodotti stessi.

 

Fondo per la promozione e riqualificazione

All’art. 5 della proposta di DDl avanzata per regolamentare il settore dei compro – oro infine, si segnala anche la possibilità, al fine di promuovere il settore orafo nazionale, di istituire un Fondo per la promozione e per la riqualificazione dell’attività di compravendita di oggetti d’oro, di metalli preziosi o di pietre preziose usati, che abbia come scopo lo sviluppo e la tutela dell’origine dei prodotti di oreficeria, argenteria e gioielleria interamente realizzati in Italia.

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Argomenti: Normativa e Prassi, Tasse e Tributi

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