La composizione del nucleo familiare ai fini ISEE

Chi richiede l’ISEE deve presentare la DSU in cui dichiarare la composizione del nucleo familiare. La presente guida offre una disamina dei soggetti che vanno indicati dal dichiarante

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Nel richiedere l’ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente), uno dei maggiori dubbi riguarda la composizione del nucleo familiare da dichiarare nella DSU.

Ricordiamo che per ottenere l’ISEE è necessaria la presentazione della DSU (Dichiarazione sostitutiva unica), la quale serve a documentare la situazione economica (reddituale e patrimoniale) del nucleo familiare quando si richiedono prestazioni sociali agevolate la cui erogazione dipende dalla situazione economica del nucleo del richiedente. È dall’elaborazione di quanto dichiarato nella DSU che viene fuori il valore ISEE da cui può dipendere o meno l’accesso al beneficio sociale (bonus vacanze, bonus pc e tablet, ecc.).

Si tenga, comunque, presente che se, nel corso di validità dell’ISEE, dovesse modificarsi la composizione del nucleo familiare (es. nasce un figlio, muore un genitore, ecc.) occorre presentare una nuova DSU.

La famiglia anagrafica ai fini ISEE

La prima cosa da dichiarare nella DSU è la composizione del nucleo familiare del dichiarante (ossia di colui che richiede l’ISEE).

In questa sede, il nucleo familiare del dichiarante è costituito dai soggetti che compongono la “famiglia anagrafica” alla data di presentazione della DSU. Quindi se la DSU è presentata il giorno 4 settembre 2020, il nucleo familiare da dichiarare e le condizioni da considerare sono quelle risultanti in questa data.

In merito alla definizione di “famiglia anagrafica”, per questa si intende:

“l’insieme di persone legate da vincolo di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune”.

Sono inclusi nel concetto di famiglia anagrafica anche: figli minorenni; figli maggiorenni (qualora non siano coniugati e non abbiano figli), non conviventi con i genitori e a loro carico ai fini IRPEF; coniugi non conviventi per motivi di lavoro.

Il dichiarante ed il coniuge nel nucleo familiare ISEE

I primi dati anagrafici da riportare nella composizione del nucleo familiare ai fini ISEE sono quelli del dichiarante (quindi, chi richiede l’ISEE). Occorre poi certamente riportare quelli del coniuge che risulta nello stesso stato di famiglia. Fa parte del nucleo familiare del dichiarante anche il coniuge che non risulta nel suo stesso stato di famiglia.

Tuttavia, coniugi che hanno diversa residenza anagrafica costituiscono nuclei familiari distinti, in casi specifici, ossia esclusivamente:

  • quando è stata pronunciata separazione giudiziale o è intervenuta l’omologazione della separazione consensuale, ovvero quando è stata ordinata la separazione (non basta, cioè che vi sia una separazione di fatto ma è sempre necessaria l’esistenza di un provvedimento del giudice);
  • quando la diversa residenza è consentita a seguito dei provvedimenti temporanei ed urgenti;
  • quando uno dei coniugi è stato escluso dalla potestà sui figli o è stato adottato il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare per condotta pregiudizievole al figlio;
  • quando si è verificato uno dei casi che ha portato allo scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (divorzio);
  • quando sussiste abbandono del coniuge, accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali.

Dunque, laddove non si rientra in una delle suddette casistiche, i coniugi con residenza diversa sono considerati ai fini ISEE, appartenenti allo stesso nucleo familiare.

Altre ipotesi riguardanti il coniuge del dichiarante ISEE

Si considerano, invece, facente parte dello stesso nucleo familiare i coniugi separati o divorziati che continuano ad avere la residenza nella stessa abitazione e ciò anche quando risultano in due stati di famiglia diversi (ad esempio moglie e marito divorziati che mantengono la residenza nella casa in cui vivevano ma la moglie è ritornata nello “stato di famiglia” del genitore).

Rientra nel nucleo familiare ai fini ISEE anche il coniuge iscritto all’AIRE (Anagrafe italiana residenti all’estero) mentre non fa parte del nucleo il coniuge con cittadinanza straniera e non residente in Italia del cittadino straniero con residenza in Italia richiedente il calcolo ISEE.

Si tenga presente che tutte le regole viste fin qui per i coniugi si applicano anche per le unioni civili dello stesso sesso.

I figli minorenni nel nucleo familiare ai fini ISEE

Per quanto riguarda i figli, invece, il figlio minore di anni 18 fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale convive. Se il figlio minorenne è anche coniugato allora si applicano le stesse regole viste per i coniugi.

Il minore in affidamento temporaneo costituisce nucleo familiare a sé, fatta salva la facoltà del genitore che ha ottenuto l’affidamento di considerarlo parte del proprio nucleo familiare; mentre il minore in affidamento preadottivo fa parte sempre del nucleo familiare del genitore cui è stato affidato (ciò anche se risulta ancora nello stato di famiglia del genitore naturale).

I figli maggiorenni nella DSU ai fini ISEE

Il figlio maggiorenne convivente con il genitore andrà considerato nel nucleo familiare del genitore con cui convive. Se, invece, trattasi di figlio maggiorenne non convivente, questi andrà indicato nel nucleo del dichiarante ai fini ISEE solo se abbia un’età (alla data di presentazione della DSU) inferiore ai 26 anni e sia fiscalmente a carico ai fini IRPEF del dichiarante stesso. Tale regola, tuttavia, non vale se il figlio è coniugato e/o abbia dei figli (in questo caso il figlio costituirà nucleo familiare a sé).

Ad ogni modo, non va inserito nel nucleo familiare il figlio residente all’estero e non iscritto all’AIRE, salvo il caso in cui questi risulti ancora nello stato di famiglia del dichiarante.

Fonti e collegamenti esteri:

L’ISEE – INPS

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