Compensi da cessione diritti d’autore: aspetti fiscali per il forfetario

Se i compensi percepiti dalla cessione dei diritti d’autore sono correlati all’attività svolta dal forfetario, questi concorreranno alla base imponibile per il calcolo dell’’imposta sostitutiva del 15% o 5%

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Se i compensi percepiti dalla cessione dei diritti d’autore sono correlati all’attività svolta dal forfetario, questi concorreranno alla base imponibile per il calcolo dell’’imposta sostitutiva del 15% o 5%

Son un contribuente che svolge attività di consulente informatico con partita IVA dal 2017 e sono da allora il regime forfetario. Lo scorso anno ho firmato una collaborazione con una rivista di settore per la quale scrivo articoli con la formula della cessione del diritto d’autore. Tale rivista ora mi ha rilasciato la CU/2020 che certifica questi compensi. Sono a chiedere dove dovrò indicare questa somma nel mio Modello Redditi PF/2020 che presenterà quest’anno.

Gentile lettore

Il suo caso è stato affrontato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 9/E del 2019 e nella Risposta n. 517/E del 2019. In premessa però dobbiamo ricordare che:

  • chi agisce in regime forfetario, sul reddito dell’attività esercitata calcola un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, addizionali ed IRAP, con aliquota del 15% (oppure 5% per i primi 5 anni di attività se rispettati i requisiti di cui al comma 65 della Legge n. 190 del 2014). Questi determina il reddito imponibile in maniera forfetaria, ossia applicando ai ricavi/compensi percepiti nel periodo d’imposta, un coefficiente di redditività che varia a seconda del codice ATECO dell’attività esercitata (non deduce i costi inerenti all’attività salvo i contributi previdenziali ed assistenziali assolti per legge). Si ricorda inoltre che uno dei requisiti per essere forfetario è quello di aver conseguito ricavi/compensi non superiori a 65.000 euro (comma 54 Legge n. 190 del 2014 e successive modifiche). Il contribuente forfetario ai fini della liquidazione dell’imposta sostitutiva compila il quadro LM sezione II del Modello Redditi PF;
  • i compensi per cessione diritti d’autore prevedono una modalità di tassazione diversa ed individuata dal comma 8 art. 54 del TUIR. Nel dettaglio, il compenso è soggetto ad IRPEF ed è ridotto del 25% a titolo di determinazione forfetaria delle spese, ovvero del 40% se i relativi compensi sono percepiti da soggetti con meno di 35 anni di età.
    Tale compenso, inoltre, ai fini fiscali è qualificato come “Redditi diversi”. Chi li eroga applica la ritenuta d’acconto del 20% (salvo che il percipiente sia un contribuente forfetario o di vantaggio).

Cosa ne pensa l’Agenzia delle Entrate

Dopo la doverosa ricostruzione dei suddetti aspetti fiscali, e venendo al caso del nostro lettore, l’Agenzia delle Entrate nella menzionata Circolare n. 9/E del 10 aprile 2019 ha avuto modo di chiarire che:

  • i proventi da cessione diritti d’autore, se correlati con l’attività di lavoro autonomo svolta (com’è nel caso in questione), devono concorrere alla verifica del limite dei 65.000 euro per l’accesso o la permanenza nel regime forfetario, circostanza che sarà ritenuta sussistente se, sulla base di un esame degli specifici fatti e circostanze, gli stessi non sarebbero stati conseguiti in assenza dello svolgimento dell’attività di lavoro autonomo;
  • qualora il contribuente consegua proventi della predetta categoria, anche se effettivamente correlati con l’attività di lavoro autonomo svolta, rimangono ferme le modalità di tassazione degli stessi previste dal menzionato comma 8 art. 54 del TUIR.

Nella Risposta 517/E del 2019 è stato altresì precisato che ogniqualvolta vi sia effettiva correlazione tra i proventi derivanti dalla cessione del diritto d’autore e l’attività di lavoro autonomo svolta, i proventi dovranno, da un lato, concorrere alla verifica del limite di 65.000 euro per l’accesso o la permanenza nel regime forfetario e, dall’altro lato, saranno assoggettati all’imposta sostitutiva (15% o 5%) propria del regime forfetario con le particolarità che le aliquote di abbattimento saranno quelle previste dall’articolo 54, comma 8, del TUIR (25% o 40%).

Dunque, nella fattispecie del nostro lettore, i proventi dalla cessione diritti d’autore, subiranno preliminarmente l’abbattimento del 25% o 40% e poi concorreranno insieme con i compensi percepiti per l’attività di consulenza informatica alla determinazione dell’imposta sostitutiva dovuta (15% o 5%).

Un esempio: la compilazione del Modello Redditi PF quadro LM

Supponendo ad esempio che i compensi da consulente informatico del 2019 ammontino a 20.000 euro e che i compensi per la cessione dei diritti d’autore ammontino a 5.000 euro e che il lettore abbia 40 anni, ne consegue che il reddito cu cui applicare il coefficiente di redditività per il calcolo dell’imposta sostitutiva dovuta nel forfetario sarà dato da 20.000 + (5.000 x 75%), ossia 23.750.

Tale novità è stata recepita nel Modello Redditi PF/2020 con l’introduzione della nuova colonna 4 (Diritti d’autore correlati”) alla sezione II del quadro LM, in cui, dunque, occorrerà riportare i compensi percepiti nel 2019 dagli esercenti arti e professioni a seguito di cessione dei diritti d’autore o utilizzo opere d’ingegno correlate allo svolgimento dell’attività. Detti compensi, concorreranno al reddito da assoggettare ad imposta sostitutiva previamente abbattuti in misura del 25%, ovvero abbattuti in misura del 40%, nel caso in cui il dichiarante abbia età inferiore ai 35 anni.

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