Commercialisti: la mole di informazioni richieste dal fisco è enorme, bisogna semplificare

C’è una sovrabbondanza di norme, spesso ridondanti, che implicano complicanze continue. Per questo motivo, i commercialisti chiedono una vera semplificazione.

di , pubblicato il
C’è una sovrabbondanza di norme, spesso ridondanti, che implicano complicanze continue. Per questo motivo, i commercialisti chiedono una vera semplificazione.

“La mole di informazioni duplicate e di obblighi richiesti ai contribuenti e ai loro consulenti è enorme e spesso inutile”. È quanto affermato di recente dal presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdcec), Matteo De Lise.
“C’è una sovrabbondanza di norme, spesso ridondanti, che implicano complicanze continue”.
Al tal riguardo, spiega De Lise, diventa centrale e fondamentale una vera semplificazione ed alleggerimento degli adempimenti burocratici e fiscali.

Il paradosso degli aiuti di Stato

Per fare un esempio dell’assurdità di questa eccessiva burocrazia, basti pensare agli aiuti erogati dallo Stato, “per i quali è previsto, comunque, un obbligo “dichiarativo” in capo ai singoli contribuenti”.
In altre parole, spiega De Lise, “il contribuente è obbligato non solo a dichiararli sul proprio sito internet, ma anche in un quadro dichiarativo, affinché il medesimo Stato possa poi assolvere all’invio al Registro dei medesimi aiuti”. In questo modo si addossa al contribuente un ulteriore e superfluo adempimento fiscale.
La stessa amministrazione finanziaria, conclude il Presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdcec), “potrebbe comunicare tali aiuti al Rna”. Dunque, si tratta di “un ulteriore passaggio da mettere a punto perché questo stesso quadro rappresenta un onere importante per i contribuenti e per i propri consulenti.

 

Articoli correlati

Argomenti: ,