Commercialisti: condivisibile la proposta di Draghi di affidare la riforma fiscale a degli esperti

I commercialisti hanno predisposto una propria proposta di riforma dell’Irpef elaborata da una commissione di esperti.

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I commercialisti hanno predisposto una propria proposta di riforma dell’Irpef elaborata da una commissione di esperti.

Le parole di Mario Draghi, pronunciate in senato durante il suo intervento di insediamento, sono tanto piaciute ai commercialisti. È stata particolarmente apprezzata la parte in cui il neo premier sostiene la necessità di affidare ad una Commissione di esperti in materia fiscale, il compito di ridisegnare il nostro sistema tributario.

Sistema fiscale vecchio di 50 anni

La parte dell’intervento dedicato alla riforma del fisco, dichiara il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, “è giusta e condivisibile”.

L’attuale impianto del nostro sistema fiscale “risale a cinquant’anni fa. In questi decenni abbiamo assistito ad una proliferazione di modifiche e integrazioni normative che lo hanno reso inevitabilmente caotico per gli operatori come per i cittadini. Serve semplificare e serve una riforma organica e di lungo periodo”.

Uno scaglione Irpef in più

In questi mesi – spiega Miani – i commercialisti hanno predisposto una propria proposta di riforma dell’Irpef elaborata da una commissione di esperti i cui lavori sono stati coordinati dal prof. Carlo Cottarelli.

Una delle più grandi criticità del nostro sistema progressivo per scaglioni è quella del salto di ben 11 punti percentuali dell’aliquota tra il secondo e il terzo scaglione.

Per tale motivo, una delle proposte formulate dagli stessi commercialisti è quella di frazionare in due l’attuale terzo scaglione:

  • da 28 mila euro a 40 mila euro, con un’aliquota marginale del 32 per cento;
  • da 40 mila euro a 55 mila euro, con un’aliquota marginale del 38 per cento.

Altre misure

Gli altri pilastri su cui bisognerebbe poggiare una seria riforma fiscale, spiega Miani, sono:

  1. sostituzione dell’Irap con un’addizionale alle imposte sui redditi a carico degli stessi soggetti passivi del tributo regionale;
  2. l’equiparazione della pressione fiscale tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti;
  3. semplificazione degli adempimenti e la razionalizzazione normativa.

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