Per il commercialista in quarantena non c’è “causa di forza maggiore”

Il presidente dell’INT, Riccardo Alemanno, esprime disaccordo sulla non invocabilità della causa di forma maggiore per lo studio professionale in quarantena

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Il presidente dell’INT, Riccardo Alemanno, esprime disaccordo sulla non invocabilità della causa di forma maggiore per lo studio professionale in quarantena

Il professionista che non può lavorare causa Covid-19 non può invocare la causa di forza maggiore laddove per tale motivo non possa eseguire gli adempimenti di cui è incaricato dai propri clienti. In questo modo l’Agenzia delle Entrate risponde all’INT (Istituto nazionale dei tributaristi).

I tributaristi, infatti, nella veste del presidente nazionale Riccardo Alemanno, avevano chiesto all’Agenzia delle Entrate la sospensione delle scadenze fiscali per gli assistiti dell’intermediario fiscale sottoposto a quarantena invocando la causa di forza maggiore.

Non c’è causa di forza maggiore: tutto il disappunto dell’INT

La richiesta era stata inviata tramite apposita missiva indirizzata, il 2 novembre 2020, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Sen. Roberto Gualtieri, al Sottosegretario di Stato, Prof.ssa Maria Cecilia Guerra ed al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Avv. Ernesto Maria Ruffini.

“Ringraziamo l’Agenzia delle Entrate per la risposta, ma se da un lato comprendiamo che sia un problema normativo di volontà politica, non condividiamo invece la lettura di causa di forza maggiore, poiché sino ad oggi riferita sempre ad eventi localizzati ma qui si tratta di una pandemia nazionale, mondiale, nulla a che vedere con nessuna precedente emergenza”.

Con queste affermazioni, il presidente Alemanno, esprime tutto il proprio disappunto alla risposta, facendo altresì presente che la richiesta di sospensione delle scadenze è stata inviata anche al Direttore dell’Agenzia Ruffini poiché si è voluto coinvolgere nel problema “tutti gli attori istituzionali del sistema fiscale, magari sperando in una estensione del riferimento alla causa di forza maggiore”, che i tributaristi ritengono “sia più che compatibile con una pandemia nazionale ed internazionale che non è neppure paragonabile con precedenti situazioni emergenziali del Paese dal dopoguerra ad oggi”.

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