Come vivere di rendita senza pagare tasse sui redditi da capitale

Vivere di rendita avendo da parte un grosso capitale senza essere ricchi. Ecco come fare e soprattutto dove andare.

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Vivere di rendita avendo da parte un grosso capitale senza essere ricchi. Ecco come fare e soprattutto dove andare.

Vivere di rendita, non lavorare più e dimenticarsi della pensione che arriverà troppo tardi. E’ questo il sogno di molti. Il desiderio chi, dopo tante fatiche o per fortuna è riuscito ad accumulare capitale a sufficienza per sbarcare il lunario.

Ma quanto serve per vivere di rendita e soprattutto quale tenore di vita ci si può garantire? In Italia, si sa, la pressione fiscale e il costo della vita non consentono grandi spazi di manovra (a meno che non si sia ricchi sfondati). Ma all’estero sì. Dove?

Bulgaria, terra di rentiers

Senza andare troppo lontano o attraversare l’Atlantico, uno dei Paesi più gettonati dai rentiers, è la Bulgaria. Ovviamente il tenore di vita e le condizioni climatiche e i servizi non sono certo paragonabili a quelli dell’Italia.

Quello che si può fare a Sofia con 20.000 euro all’anno non è possibile in Italia nemmeno con il doppio. Così tanti italiani, anche pensionati, hanno preso la residenza in Bulgaria sposando contestualmente i capitali che avevano in Italia.

Per chi non lo sapesse, infatti, la Bulgaria è il Paese in Europa che più di tutti tratta meglio i capitalisti stranieri. A Sofia non si paga alcun tipo di imposta sul capital gain che, viceversa in Italia ammonta al 26%.

Zero tasse sulle rendite finanziarie

In Bulgaria il capital gain per il momento non è previsto, quindi i guadagni di borsa non vengono tassati. Lo stesso dicasi per le imposte sulle rendite finanziarie che in Italia vengono calcolate nella misura del 26% (12,50% se si tratta di interessi percepiti su titoli di stato).

In altre parole, dividendi e cedole non vengono tassati dallo Stato bulgaro, sia che si tratti di titoli di stato che di obbligazioni o altri strumenti finanziari che producono interessi.

Unica eccezione è rappresentata dai depositi per i quali la Bulgaria chiede l’8% all’anno. Sempre meno che in Italia dove si paga il 26%.

La Bulgaria è quindi uno dei 28 stati membri della Comunità Europea a fiscalità privilegiata, pur non essendo un paradiso fiscale. Non avendo adottato l’euro come moneta nazionale, è riuscita finora a mantenere un basso costo della vita e a favorire la crescita economica anche grazie ai capitali stranieri.

In Bulgaria, poi, la tassazione corrente per persone fisiche e imprese è al 10%, uno dei livelli più bassi d’Europa.

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