Come riapriranno i negozi: tutte le misure anti Covid-19

Per l’asporto di pizzerie, rosticcerie ed altre attività di somministrazione di alimenti e bevande è possibile installare un banco consegne all’ingresso del locale

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Con l’avvio della Fase 2 dell’emergenza Covid-19, con il DPCM del 26 aprile scorso è stata disposta la riapertura al pubblico di ulteriori esercizi commerciali. Altri dovranno ancora attendere, come ad esempio parrucchieri ed estetiste. Bar e ristoranti, invece, per ora possono lavorare solo da asporto. La riapertura ad accogliere la clientela nei propri locali per queste ultime categoria ad oggi è prevista dal 1° giugno prossimo, anche se il premier Conte non ha chiuso alla possibilità di un anticipo al 18 maggio laddove la curva dei contagi in questa seconda fase dovesse scendere ancora di più nei prossimi giorni. Il menzionato DPCM, ad ogni modo, all’allegato 5 detta le misure indispensabili che gli esercizi commerciali interessati dalla riapertura sono chiamati ad osservare in questa fase.

Sanificazione del locale almeno due volte al giorni

Nel dettaglio, occorre: il mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale; la garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura; la garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria; l’ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento; l’utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale; l’uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande. Occorre altresì garantire accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti indicazioni: a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie; b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori; c) per locali di dimensioni superiori a quelle di cui alla lettera b), l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

Bisogna poi assicurare informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

Come deve essere organizzato l’asporto

Sul sito istituzionale del governo sono, comunque, disponibili una serie di FAQ in merito a questa fase 2 dell’emergenza. Tra queste ci preme segnalare quelle riguardante le attività di somministrazione di alimenti e bevande (pasticceria, rosticcerie, ristoranti, bar, ecc.). Si ribadisce, infatti, che tali attività ad oggi restano sospese, fatta tuttavia eccezione per gli esercizi che effettuano la consegna a domicilio o il servizio da asporto. La stessa regola vale per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, che possono parimenti vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali.  Il servizio di consegna a domicilio deve comunque svolgersi nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari, sia per il confezionamento che per il trasporto, evitando che al momento della consegna ci siano contatti personali a distanza inferiore a un metro.  Lo stesso dicasi per la vendita da asporto dei prodotti alimentari (per es. coni gelato, cappuccini e tranci di pizza, etc.) che non potranno essere consumati nell’esercizio né in prossimità dello stesso, per evitare assembramenti. Per tali ragioni, e per fare rispettare la distanza interpersonale di un metro, è possibile per i rivenditori che non lo abbiano ancora fatto di dotarsi di un bancone per la consegna della merce all’ingresso dell’esercizio, o altrimenti contingentare l’accesso nell’esercizio al fine di far rispettare la predetta distanza interpersonale di sicurezza.

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