Come potrebbe essere rafforzata l’ape sociale dopo quota 100

Il 31 dicembre 2021 potrebbe tramontare quota 100 e contestualmente si pensa ad una proroga dell’APE sociale

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Come potrebbe essere rafforzata l'ape sociale dopo quota 100

Dal 2022 c’è il forte rischio che torni la Legge Fornero per il pensionamento. L’attuale quota 100 (62 anni di età e 38 anni di contributi), infatti, per ora ha vita fino al 31 dicembre 2021. Dal 1° gennaio 2022, l’età pensionabile potrebbe salire nuovamente a 67 anni. Diverse sono le soluzioni pensate da sindacati e parti politiche per evitare ciò o, comunque, per rendere più leggero il ritorno al passato. Tra queste si pensa anche ad un rafforzamento dell’attuale APE sociale.

Cos’è l’APE sociale

Si tratta di un‘indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS, a soggetti che si trovano in determinate condizioni (tra cui quella di aver compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero)

L’APE sociale è corrisposta fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.

Fi introdotta dal 1° maggio 2017 la cui scadenza, in seguito a successivi interventi normativi, è prorogata fino al 31 dicembre 2021.

L’APE sociale è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di questo importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato, né integrato al trattamento minimo.

Spetta ai soggetti che si trovano in particolari situazioni di difficoltà (ad esempio i disoccupati di lungo corso o i disabili e i caregiver che li assistono).

La domanda per l’APE 2021 con prospettive di proroga

Con riferimento all’APE sociale 2021, per le domande sono state previste diverse finestre (entro il 31 marzo 2021, 15 luglio 2021 e, comunque, non oltre il 30 novembre 2021).

La domanda è da farsi all’INPS telematicamente. Nella domanda, tra l’altro, sono da attestarsi le seguenti condizioni:

  • almeno 63 anni di età;
  • almeno 30 anni di anzianità contributiva; per i lavoratori che svolgono le attività  cd. gravose l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni. Ai fini del riconoscimento dell’indennità, i requisiti contributivi richiesti sono ridotti, per le donne, di 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni;
  • non essere titolari di alcuna pensione diretta.

Come detto, per ora l’APE sociale è in vigore fino a tutto il 2021. Tuttavia, in virtù del possibile tramonto di quota 100 si pensa ad una proroga anche per gli anni successivi ed ad un contestuale potenziamento (alleggerimento dei requisiti, importo maggiore, celerità nell’erogazione, ampliamento delle categoria di lavoratori ammessi, ecc.).

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