Come pagheremo le bollette di settembre 2022? L’illusione pericolosa del bonus 200 euro

Con l’inflazione al 6,5% già adesso, ogni famiglia dovrà spendere circa 1.950 euro l’anno in più. Il bonus 200 euro non basta.

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Bonus 200 euro, molti dipendenti lo perdono a loro insaputa

Come ormai sappiamo, qualche giorno fa, il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto DL Aiuti; una serie di misure per far fronte all’impennata dei prezzi e dei costi dell’energia, dovuti principalmente al conflitto in Ucraina. Tra i tanti provvedimenti in esso contenuti, è stato previsto anche un bonus 200 euro, una tantum, a favore dei lavoratori, pensionati, ma anche disoccupati e percettori di reddito di cittadinanza.

Ad ogni modo, secondo molti osservatori, il bonus 200 euro servirà a poco. I rincari dei prezzi, soprattutto dell’energia, saranno di gran lunga maggiori. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Bonus 200 euro, cos’è e a chi spetta?

Il nuovo bonus 200 euro, sostanzialmente, consiste in un contributo, appunto da 200 euro, a favore di lavoratori (dipendenti e autonomi), pensionati, ma anche disoccupati e percettori di reddito di cittadinanza che percepiscono un reddito inferiore a 35 mila euro.

I lavoratori dipendenti riceveranno il contributo direttamente in busta paga (tra giugno e luglio) dal proprio datore di lavoro (che poi se lo vedrà rimborsare al primo pagamento utile delle imposte); per i pensionati, invece, il bonus sarà erogato direttamente dall’INPS.

Infine, non è ancora stato chiarito come lo stesso sarà pagato ai lavoratori autonomi o ai disoccupati.

Per Unimpresa, il contributo è davvero serve a poco

Come già detto in apertura, molti osservatori sono scettici sull’effettiva utilità del bonus 200 euro.

Unimpresa, l’unione nazionale di imprese, pur sostenendo che si tratti di una misura non sbagliata, ha dichiarato che l’incentivo è troppo basso. “Con l’inflazione al 6,5% già adesso, spiega l’associazione, ogni famiglia dovrà spendere circa 1.950 euro l’anno in più. I 200 euro annunciato dal governo (…) coprono solo il 10% della spesa in più provocata dall’inflazione e quindi dall’aumento di tutti i prezzi”.

Il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, ha dichiarato che “servono interventi economici non solo più importanti, ma servono soprattutto interventi strutturali che siano stabili e durino nel tempo”.

Il direttore di Ascom-Confcommercio, Alberto Zattini, aggiunge che “le famiglie, come le imprese, stanno subendo gli effetti degli aumenti dei carburanti e delle bollette del gas e energia. C’è preoccupazione in vista dell’autunno, perché c’è chi sta affrontando questa ondata di rincari con risorse accantonate. Molte imprese hanno già fatto ricorso al credito e alcune aziende del manifatturiero, che hanno ordini fino a settembre-ottobre, vivono in un clima di incertezza”.

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