Come leggere la busta paga, la sezione dedicata ai bonus

Come leggere la busta paga, dove si trovano i bonus? Intestazione e struttura, presenze, ferie, stipendio e trattenute fiscali e previdenziali obbligatorie.

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Come leggere la busta paga, dove si trovano i bonus? Intestazione e struttura, presenze, ferie, stipendio e trattenute fiscali e previdenziali obbligatorie.

Leggere una busta paga potrebbe risultare complicato a chi non lo ha mai fatto prima e non conosce la materia, eppure, sapere come è strutturata e riuscire ad orientarsi tra le tante informazioni che essa contiene è fondamentale per un lavoratore. Dalla retribuzione ai giorni di presenza, fino all’indicazione delle ferie e di ogni altro elemento accessorio (come i bonus riconosciuti sotto forma di detrazioni): comprendere questi dati è importantissimo, per tutelarsi e avere la certezza di stare ricevendo il trattamento che spetta di diritto.

Busta paga: intestazione e struttura

Come stabilito dall’art. 1 dalla Legge n. 4/1953:

“È fatto obbligo ai datori di lavoro di consegnare, all’atto della corresponsione della retribuzione, ai lavoratori dipendenti, con esclusione dei dirigenti, un prospetto di paga in cui devono essere indicati il nome, cognome e qualifica professionale del lavoratore, il periodo cui la retribuzione si riferisce, gli assegni familiari e tutti   gli   altri   elementi che, comunque, compongono  detta retribuzione, nonché, distintamente, le singole trattenute”.

In caso di mancata o ritardata consegna al lavoratore sono previste sanzioni che vanno da un minimo di 150 euro a un massimo di 7.200 euro.

Il cedolino stipendio, conosciuto più comunemente come busta paga, è quindi un documento obbligatorio che, in un unico prospetto, riassume: retribuzione, trattenute, ritenute fiscali e previdenziali attribuibili ad un lavoratore nell’arco di un determinato periodo lavorativo (solitamente corrispondente al mese).

Si potrebbe dire che la busta paga è un documento che esprime, in termini monetari, i rapporti che il dipendente ha con:

  • Datore di lavoro;
  • Enti previdenziali;
  • Stato.

Ogni sezione del cedolino paga è infatti dedicata a definire da un punto di vista fiscale, previdenziale e retributivo la posizione del lavoratore.

Si parte dall’intestazione, dove sono indicati:

  • Il mese di retribuzione, ovvero il periodo di riferimento per cui si percepisce lo stipendio;
  • I dati dell’azienda, e quindi ragione sociale, partita Iva (o codice fiscale in caso si tratti di srl, sas o sapa o srl), indirizzo della sede legale dell’azienda, posizioni assicurative/previdenziali (ovvero numero di posizione Inps e codice identificativo Inail) e l’indicazione dell’unità produttiva (cioè dove il lavoratore svolge il suo servizio);
  • I dati anagrafici del lavoratore (nome e cognome, data di nascita e codice fiscale, residenza) e il suo inquadramento contrattuale, quindi numero di ore lavorate (se full time o part time), matricola aziendale, data di assunzione (ed eventualmente quella di fine rapporto se si tratta di contratto a tempo determinato), CCNL applicato, e infine qualifica, mansione e livello attribuiti.

In questa prima sezione sono indicati a seguire anche le voci che permettono di individuare e definire la retribuzione spettante al lavoratore.

Non esiste un modello di busta paga a cui tutti devono rifarsi. Datori di lavoro – e in generale consulenti e commercialisti che li assistono – si affidano spesso a programmi di elaborazione del prospetto paga che seguono degli schemi precisi. L’unico obbligo, in questi casi, è assicurarsi che i dati che per legge devono essere indicati nel cedolino vengano inseriti tutti e correttamente (ovvero i dati identificativi di lavoratore e azienda, tutti gli elementi che contribuiscono a formare la retribuzione e le singole trattenute previdenziali e fiscali).

Come leggere la busta paga: la parte dedicata alla retribuzione

Subito dopo l’intestazione, a seguire nel prospetto paga, si trova la sezione dedicata agli elementi distintivi della retribuzione. Si tratta cioè delle voci che determinano l’ammontare effettivo dello stipendio, come le ore effettive di attività svolta nel mese di riferimento, eventuali straordinari, ma anche premi e indennità spettanti di diritto al lavoratore (festività, malattia, infortuni, ferie etc.).

Nello specifico, rientrano tra gli elementi ordinari della retribuzione:

  • Paga base fissata dal CCNL di riferimento in base al tipo di inquadramento del lavoratore;
  • L’indennità di contingenza (elemento della contribuzione cui scopo è quello di adeguare lo stipendio alla variazione del costo della vita);
  • E.D.R. (Elemento Distinto della Retribuzione), ovvero una somma fissa per tutti i lavoratori del settore privato – senza distinzione di qualifica – pari a 10,33 euro che viene erogata mensilmente e per 13 mensilità;
  • Il superminimo collettivo (o III elemento), elemento della retribuzione previsto da alcuni Contratti Collettivi che va ad aggiungersi alla paga base;
  • I superminimi individuali, degli assegni ad personam (anche definiti assegni di merito) che sono riconosciuti come elementi della retribuzione ma al singolo dipendente e in aggiunta agli altri elementi previsti dal contratto collettivo;
  • L’indennità di funzione, riconosciuta ai lavoratori inquadrati come quadri direttivi o in un livello alto del CCNL di settore;
  • Gli elementi derivanti dalla contrattazione decentrata o di II secondo livello.

Vi sono, inoltre, delle voci che non hanno una periodicità mensile e che, per questo motivo, sono definiti elementi della retribuzione differita, ovvero:

  • tredicesima e quattordicesima;
  • premi produttività (o risultato)
  • elementi perequativi e voci economiche della busta paga introdotti da alcuni CCNL.

In busta paga vanno anche riportati gli importi relativi agli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF), le indennità di trasferta e le eventuali cessioni di stipendio (pignoramenti).

Se ai lavoratori vengono riconosciuti dall’azienda particolari premi o benefit, o se sono i contratti collettivi che li prevedono, questi devono essere indicati nel prospetto come elementi aggiuntivi. In questa categoria rientrano gli arretrati ma anche tutte le indennità riconosciute – in maggiorazione – al lavoratore, come le indennità di cassa, di trasporto, di vacanza contrattuale etc.

La normativa vigente prevede l’obbligo per il datore di lavoro di consegnare al lavoratore, all’atto della corresponsione della retribuzione, la “busta paga”. Prova della presa visione è la firma posta dal lavoratore sulla copia del prospetto paga, che rimane al datore di lavoro. Tale firma non implica, però, l’avvenuto pagamento dell’importo indicato.

In caso di mancato pagamento, tuttavia, le copie delle buste paga firmate hanno piena efficacia probatoria.

Presenze e ferie

Nella parte in basso (al centro) del cedolino si trovano indicati i giorni di ferie. Le informazioni riguardano sia quelle maturate che quelle godute e residue.

È semplice distinguere le ferie dai permessi poiché dei primi vengono indicati i giorni mentre dei secondi le ore.

Inoltre, quando un dipendente usufruisce delle ferie, nel cedolino non troverà indicato solo l’ammontare dei giorni di assenza, ma al centro del prospetto paga potrà prendere visione delle informazioni riguardanti retribuzione, trattenute, addizionali etc. relativi ai giorni di ferie godute in quel determinato mese.

Bonus in busta paga: dove sono indicati

Nel cedolino che il datore di lavoro consegna ai propri dipendenti, vanno riportati – quando presenti – tutte le agevolazioni, gli incentivi e i bonus che vengono riconosciuti al lavoratore direttamente in busta paga. Tra questi, per esempio, rientra il famoso bonus Renzi che, dopo gli ultimi interventi del legislatore, da luglio 2020 vedrà il suo importo aumentare da 80 euro a 100 euro sotto forma di bonus Irpef.

I bonus in busta paga vengono erogati direttamente come credito di imposta. Questo vuol dire che, scomputando tale credito dall’ammontare delle trattenute a carico del dipendente, l’importo netto spettante per il periodo di attività aumenterà di conseguenza.

Nel cedolino c’è una sezione dedicata ai bonus o, per meglio dire, ai crediti di imposta. Ogni importo riconosciuto in aggiunta alla retribuzione base, come già spiegato, verrà indicato appositamente in busta paga. Il bonus Renzi, così come introdotto inizialmente, si trovava sotto la dicitura “Credito Art. 1 D.L. 66/2014”, che decreta la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti e assimilati.

Per ricevere i bonus riconosciuti direttamente tramite cedolino paga il lavoratore non deve porre in essere alcuna operazione, ma sarà il datore di lavoro – in quanto sostituto di imposta – a dover corrispondere gli importi spettanti al suo dipendente. Questo non vuol dire che tali crediti di imposta sono da considerarsi a carico dell’azienda. Questa operazione, infatti, è da considerarsi un vero e proprio anticipo, poiché il sostituto di imposta recupererà la somma erogata come bonus, scomputandola dai tributi dovuti tramite compensazione in F24.

Calcolo stipendio netto: trattenute, dati fiscali e previdenziali

A concludere il prospetto paga ci sono infine i dati relativi a:

  • Trattenute, detrazioni e deduzioni fiscali e previdenziali;
  • Stipendio netto.

Trattenute, deduzioni e detrazioni non sono riconosciuti in forma fissa ma vengono calcolate attraverso un sistema di aliquote IRPEF che varia in funzione al reddito prodotto dal lavoratore.

Per importo netto, invece, si intende la somma risultante dalla differenza tra retribuzione lorda e l’ammontare degli oneri sociali e delle trattenute fiscali a carico del dipendente. Solitamente è l’ultima voce del prospetto, indicata alla fine, ed è la risultante di tutti gli elementi che compongono la busta paga: da quelli obbligatori a quelli aggiuntivi, sono tutte le informazioni riportate sul cedolino sono finalizzati al calcolo della retribuzione netta finale.

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