Come fare testamento: la guida completa

Tutto quello che c'è da sapere quando si decide di fare testamento.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Tutto quello che c'è da sapere quando si decide di fare testamento.

Il testamento è un atto giuridico che permette di manifestare il proprio volere sull’attribuzione dei propri beni e diritti dopo aver cessato di vivere.   Con il testamento, quindi, si attribuisce rilevanza alla volontà del defunto nella successione ed in questo modo si può decidere a chi attribuire i propri beni. Attraverso la successione e il testamento possono essere trasferiti agli eredi tutti i rapporti giuridici di carattere patrimoniale, ovvero che possono essere valutati economicamente mentre non i trasferiscono i rapporti giuridici di carattere personale che si estinguono con la morte del titolare.

Successione legittima

Nel caso in cui non sia presente un testamento gli eredi del defunto sono individuati dalla legge: il Codice Civile indica quali sono gli eredi legittimi ovvero coloro che subentreranno nell’eredità del defunto.   Gli eredi legittimi sono il coniuge, i figli, e i parenti più stretti del defunto a partire da quelli di grado più stretto fino ad arrivare ai parenti più remoti in mancanza di quelli stretti, fino al sesto grado di parentela.   Se non vi sono parenti entro il sesto grado l’eredità, in mancanza di testamento, è devoluta allo Stato.   A spartirsi l’eredità sono, solitamente, i parenti di linea retta che sono coloro che, anche in presenza di un testamento, hanno comunque diritto ad una quota del patrimonio. I parenti collaterali, invece, sono coloro che hanno diritto all’eredità in mancanza di un coniuge e di parenti di linea retta.   Ma vediamo, nelle prossime pagine, come si può fare testamento e decidere a chi lasciare i propri beni, sempre facendo salva la norma che stabilisce che una parte dei beni del defunto devono essere riservati ai parenti di linea retta. Nel testamento, quindi, si può disporre soltanto di quella che viene definita “quota disponibile”.      

Testamento: quali quote si possono destinare?

La legge italiana per proteggere i congiunti limita la libertà di disporre la successione testamentaria poiché una parte del patrimonio deve essere destinata a determinate persone, anche se questo non è espresso nella volontà del testatore.   La quota disponibile del patrimonio è quella di cui il testatore può disporre liberamente. Le persone che hanno diritto ad una quota del patrimonio sono coniuge e figli, in assenza di figli anche i genitori del defunto. Le quote del patrimonio sono così suddivise:

  • Se il defunto lascia un solo figlio metà del patrimonio spetta a lui e l’altra metà è disponibile.
  • Se il defunto lascia 2 o più figli a loro sono riservati 2/3 del patrimonio e il restante terzo è disponibile.
  • Al coniuge del defunto è riservata metà del patrimonio e i diritti di abitazione nella casa di residenza familiare, l’altra metà del patrimonio (in mancanza di figli) è disponibile
  • Se il defunto lascia un coniuge e un figlio 1/3 del patrimonio è del coniuge, 1/3 del figlio e il restante terzo è disponibile
  • Se il defunto lascia coniuge e 2 o più figli ¼ del patrimonio spetta al coniuge, la metà del patrimonio spetta ai figli che devono dividerselo in parti uguali, mentre il restante quarto è disponibile.
  • Se il coniuge deve dividere il patrimonio con gli ascendenti la metà del patrimonio spetta al coniuge, ¼ agli ascendenti e il restante quarto è disponibile.

   

Quali somme non rientrano nell’asse ereditario?

Le somme che non rientrano nell’asse ereditario non vanno inserite nelle quote disponibili e quindi spettano soltanto agli eredi legittimi.   Le somme che non fanno parte del patrimonio ereditario sono il trattamento di fine rapporto di lavoro e le assicurazioni sulla vita (quest’ultima sarà corrisposta al beneficiario soltanto).   In entrambi i casi sono somme che non cadono nella successione poiché maturano per effetto della morte e il rapporto di parentela o matrimonio fanno sorgere il credito nei confronti del datore di lavoro. Oltre a non essere comprese nell’asse ereditario tali somme non sono neanche soggette a imposte .   In caso di assenza di coniuge o figli o parenti entro i terzo grado la Corte Costituzionale ha disposto che si possa disporre del tfr  nel testamento a favore di enti, associazioni o fondazioni.    

Testamento

Con il testamento, quindi, si può disporre a chi lasciare la quota disponibile del proprio patrimonio e possono disporre dei propri beni per testamento tutti ad esclusione di chi è dichiarato incapace di intendere e di volere. Nelle prossime pagine vedremo quali sono le forme più diffuse di testamento e i casi particolari in cui quest’ultimo può essere impugnato dagli eredi.      

Il testamento può essere pubblico od olografo.

Il testamento olografo è quello redatto interamente di proprio pugno ( non può essere scritto da altre persone o con macchine da scrivere e computer, neanche in parte).   Per essere valido oltre alla firma, leggibile, che riporti nome e cognome, deve contenere la data che specifichi giorno, mese ed anno in cui è stato redatto. Per evitare che il testamento olografo venga smarrito sarebbe bene stenderne due copie e depositarne una o presso un Notaio e presso una persona di fiducia. Il testamento olografo può essere redatto su qualsiasi fogli di carta.   Quando si redige un nuovo testamento in luogo di uno più vecchio è sempre bene specificare che si revocano tutti i testamenti precedenti apponendo la dicitura “…il presente sostituisce ed annulla i precedenti…”.   Il testamento pubblico, invece, va redatto in presenza di due testimoni presso un Notaio al quale si dichiara la propria volontà. A scrivere il testamento pubblico sarà il Notaio che si occuperà anche della sua conservazione fino alla morte del testatore o fino a che quest’ultimo non decida di redigere un nuovo testamento.        

Cose da sapere sul testamento e la successione

Il testamento può essere modificato in qualsiasi momento basti sapere che resta valido sempre e solo quello redatto nella data più recente. Il testamento olografo può essere sostituito da uno pubblico e viceversa ma se si vogliono aggiungere solo modifiche marginali i può apporre un codicillo al testamento esistente. Per modificare un testamento olografo è sempre indispensabile che anche le modifiche siano scritte di proprio pugno, pena l’invalidità del testamento; ogni modifica va datata e sottoscritta.    

Coniuge

Al momento del decesso di uno dei due coniugi in successione finisce solo la metà dei beni comuni; i beni acquistati durante il matrimonio rientrano nella comunione mentre ne sono esclusi tutti quelli di proprietà di ciascun coniuge prima del matrimonio così come quelli ricevuti in eredità o in donazione da uno dei due coniugi.   In caso di separazione dei beni entrano nell’asse ereditario solo i beni intestati esclusivamente al deceduto.   In caso di separazione legale il coniuge mantiene tutti i diritti alla successione mentre quando subentra la sentenza di divorzio il coniuge perde i diritti alla successione.

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Argomenti: Donazione e Successione

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