Come detrarre le spese sanitarie se non si ha la carta di credito: rimborso in contanti

Se qualcuno usa la sua carta per pagare la tua visita medica uno dei due può portare in detrazione il 19% della spesa sanitaria?

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Abbiamo ribadito più volte che con le nuove regole le spese sanitarie possono essere portate in detrazione al 19% solo se pagate con carta di credito o metodi tracciabili (assegno ad esempio). Se il paziente paga in contanti rinuncia alla detrazione fiscale. Esiste però un’alternativa. Conoscerla potrebbe aiutare chi si trova nella stessa situazione della lettrice che ci scrive dalla provincia di Chieti. Peraltro della questione si era occupata non molto tempo fa anche l’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un interpello (n.484 del 19 ottobre 2020). Ne avevamo parlato spiegando quale criterio viene usato per la detrazione fiscale se il bancomat è del figlio della paziente.

Se il figlio usa la sua carta per pagare la visita specialistica

Riportiamo prima il quesito giunto in redazione, rispondendo anche prendendo a riferimento l’interpretazione data dall’AdE.

“La settimana scorsa ho fatto delle visite mediche private costose. Mio figlio mi ha accompagnato presso l’ambulatorio specialistico. Alla cassa mi hanno spiegato che per recuperare la detrazione non potevo pagare in contanti. Ma io, non sapendo questa cosa, avevo già prelevato dalla mia pensione l’equivalente da pagare e non volevo restare in giro con tutti quei soldi. Allora mio figlio si è offerto di usare la sua carta. Poco male ho pensato: basta che qualcuno lo recuperi anche se non io personalmente. E invece visto che la visita è a mio nome mi dicono che lui non può portarla in detrazione. Però il pagamento è stato fatto con la carta di credito perché io poi ho ridato a lui l’equivalente in contanti (ma questo per il Fisco è irrilevante credo). Allora mi chiedo: se il conto a cui è abbinata la carta usata per il pagamento non è mio, ho comunque diritto a scaricare una visita medica?”

Come accennato sopra, un caso simile è stato oggetto di interpello alle Entrate il mese scorso.

Anche nello scenario illustrato dall’istante:

  • era stato fatto un pagamento presso una struttura sanitaria privata non convenzionata con il SSN, usando un metodo tracciabile (POS);
  • il conto a cui era associata la carta risultava intestato a persona diversa dal paziente (il figlio);
  • si chiedevano chiarimenti sulla detrazione fiscale del 19 per cento della suddetta spesa sanitaria.

 

In merito a questo caso, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il nuovo obbligo di tracciabilità delle spese:

“non modifica in alcun modo, ponendo ulteriori vincoli, i presupposti stabiliti dall’articolo 15 del TUIR o dalle altre norme fiscali ai fini della detraibilità degli oneri quale, in particolare, l’effettivo sostenimento degli stessi”.

Concludendo dunque che:

“si ritiene che il contribuente istante possa utilizzare la carta bancomat intestata al figlio per pagare le spese detraibili a lei riferite, per le quali sussiste l’obbligo di tracciabilità, senza perdere il diritto alla detrazione. Purché tale onere sia effettivamente sostenuto dal soggetto intestatario il documento di spesa. Circostanza nel caso di specie, supportata dalla dichiarazione dell’Istante che riferisce di aver rimborsato in contanti la spesa sostenuta al figlio.”

Nota importante quindi, anzi fondamentale: il documento di spesa deve essere in ogni caso intestato al dichiarante e la spesa deve risultare effettivamente a suo carico.

Si può detrarre la visita medica di un familiare?

Concludendo ricordiamo quando è possibile detrarre la spesa sanitaria sostenuta per un familiare fiscalmente a carico e, in alcuni casi (spese sanitarie per patologie che danno diritto all’esenzione dal ticket sanitario), nell’interesse di familiari non a carico.
Un familiare può essere considerato fiscalmente a carico quando il suo reddito complessivo non supera i 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

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