Come cambierebbe Ape sociale nel 2022: da quella rafforzata per gli usuranti a quella contributiva per tutti

La riforma pensioni ruota tutta intorno all’allargamento di Ape sociale. Tutti in pensione a 63 anni, ma con penalizzazioni.

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In pensione a 63 anni con Ape Sociale e sconto contributivo: come, quando e per chi

Ape sociale per tutti dal 2022? Col passare dei giorni e l’avvicinarsi della fine di quota 100 assume sembianze la riforma pensioni che il Parlamento si appresta ad approvare.

Pare chiaro ormai che non ci sarà una nuova pensione anticipata, ma un rafforzamento degli strumenti che già esistono e ne prevedono l’uscita. Con penalizzazione per tutti, anche se non è ancora del tutto evidente.

Ape sociale 2022 per lavoratori usuranti

Così, dal prossimo anno, chi vorrà andare in pensione prima dei 67 anni potrà farlo, ma con un taglio dell’assegno. Di cosa si tratta? Come già anticipato da Investrireoggi in più occasioni, si tratta di allargare Ape Sociale.

L’anticipo pensionistico scade anch’esso a fine anno, ma è scontata la sua proroga. Così come per Opzione Donna. Ape Sociale sarà allargata a una platea più vasta di lavoratori usuranti. Ben 27 categorie in più rispetto alle attuali 15. Ma l’elenco stilato dalla Commissione governativa Damiano arriva fino a 92 mansioni.

Per costoro, come previsto da Ape sociale, la pensione scatterebbe al compimento dei 63 anni di età con alle spalle almeno 36 anni di contributi versati. Soglia che potrebbe variare (diminuire o aumentare) in base alla tipologia di lavoro usurante e agli anni prestati al suo svolgimento.

Pensione anticipata a 63 anni per tutti

A fianco di questo schema, che lascia fuori tutti gli altri lavoratori non ricompresi nella tipologia dei “gravosi”, l’Inps suggerisce il pensionamento flessibile con uscita anticipata a 63 anni.

Vale a dire, uscita anticipata a 63 anni con calcolo della pensione basato solo sulla parte contributiva versata (dal 1996 in poi). Poi, al raggiungimento dei 67 anni, la pensione calcolata anche sulla parte retributiva versata (fino al 1995).

In questo modo si liquiderebbe la pensione in due tranches distinte, ma il pagamento non peserebbe sui conti dello Stato poiché si tratterebbe solo di effettuare anticipi di cassa. Di fatto, il costo sarà pari a zero, perché i lavoratori anticipano la pensione che hanno accumulato con i loro contributi.

I requisiti per accedere alla cosi detta Ape contributiva, oltre all’età sarebbe quello di possedere almeno 20 anni di contribuzione e aver maturato una quota contributiva di pensione di importo non inferiore a 1,2 volte l’assegno sociale.

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