Come andare in pensione un anno prima: chi può smettere di lavorare a 66 anni

Alcuni lavoratori possono andare in pensione a 66 anni anziché a 67. Requisiti e sistema di calcolo previsto.

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Andare in pensione prima dei 67 anni di età, magari a 66? In alcuni casi è possibile, senza ricorrere alle forme di pensionamento anticipato previste in deroga ai requisiti Fornero.

Ricordiamo infatti che il pensionamento ordinario è previsto per uomini e donne al raggiungimento dei 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi. In alternativa si può andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di lavoro (1 anno in meno per le donne) a prescindere dall’età.

Come andare in pensione a 66 anni

Partendo quindi dal requisito anagrafico minimo dei 67 anni di età, chi può concretamente andare in pensione prima con almeno 20 anni di contributi o con meno di 41-42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva? La legge prevede poche eccezioni, ma è bene conoscerle.

Si tratta delle lavoratrici con figli, così come previsto dalla legge 335 del 1992 (riforma Dini) e poi ribadito dal successivo intervento nel 2011 dal ministro al Welfare Elsa Fornero. In altre parole, coloro che hanno figli possono godere di uno sconto sull’età anagrafica.

Il bonus pensione, se così si può chiamare, prevede uno sconto di 4 mesi per ogni figlio fino a un massimo di tre figli. A conti fatti, dunque, le donne possono beneficiare di uno sconto sul requisito anagrafico che può arrivare fino a 12 mesi e quindi uscire a 66 anni anziché a 67.

Requisiti e sistema di calcolo

Attenzione, però, perché questa possibilità è riservata solo alle lavoratrici che ricadono nel sistema di calcolo contributivo puro. Cioè a coloro che hanno iniziato a versare contributi dopo il 1995, dopo che è entrata in vigore la riforma Dini.

Questo implica che la pensione sia liquidata interamente col sistema di calcolo contributivo. Pertanto chi ha anche solo una settimana di lavoro ricadente nel sistema retributivo non può accedervi e deve aspettare il compimento dei 67 anni di età.

Altro paletto da rispettare è quello legato alla soglia minima di pensione spettante. La legge prevede che vi possa accedere solo chi raggiunge almeno un importo pari a 1,5 volte l’assegno sociale (468 euro). Quindi una pensione lorda di almeno 702 euro al mese.

Certo, si tratta di una cifra non difficile da ottenere. Tuttavia bisogna tenere presente che le lavoratrici interessate possono oggi vantare al massimo 26 anni di contributi validi per accedere a questo tipo di pensione. Se il montante contributivo è basso, il rischio è di non riuscire a raggiungere nemmeno tale importo.

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