Come andare in pensione dal prossimo anno, alto rischio di rimpiangere la Legge Fornero

Vediamo come andare in pensione dal prossimo anno. Visto che, allo stato attuale, è alto un rischio. Ovverosia, quello di rimpiangere la Legge Fornero. Vediamo perché punto per punto. Passo dopo passo anche in ragione delle certezze per il 2022. E degli scenari e attese per il 2023.

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Quale sarà la prossima quota pensione da raggiungere prima di tornare alla Fornero?

Vediamo come andare in pensione dal prossimo anno. Visto che, allo stato attuale, è alto un rischio. Ovverosia, quello di rimpiangere la Legge Fornero. E questo perché, prima di tutto, non è detto che il tavolo sulla riforma delle pensioni, istituito dal Governo italiano nel confronto con i Sindacati, porti a misure strutturali flessibili e davvero vantaggiose per i lavoratori.

Su come andare in pensione dal prossimo anno, infatti, il ritiro dal lavoro potrebbe essere più facile. In quanto potrebbe tornare l’anticipata a partire dai 62 anni. Ma in realtà si va verso l’erogazione di assegni futuri INPS più bassi. E questo non solo in base alle attese del calcolo contributivo pieno.

Come andare in pensione dal prossimo anno, è alto il rischio di rimpiangere la Legge Fornero

Su come andare in pensione anticipata dal prossimo anno, infatti, negli ultimi giorni sono emerse nuove proposte. Come quella relativa al taglio dell’assegno del 3% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni. Così come è riportato in questo articolo.

Ecco perché, su come andare in pensione dal prossimo anno, c’è il rischio reale che il superamento della legge Fornero sia in realtà sfavorevole per i lavoratori. In quanto la flessibilità in uscita sarà pagata sostanzialmente di tasca propria da parte di chi vorrà ritirarsi dal lavoro prima dei 67 anni. Età utile attualmente per accedere alla pensione di vecchiaia. Con almeno 20 anni di contributi previdenziali obbligatori versati.

Per il ritiro dal lavoro è alto il rischio di rimpiangere la Legge Fornero

Su come andare in pensione dal prossimo anno, quindi, il superamento della riforma della previdenza pubblica, varata ai tempi del Governo Monti, non è sulla carta la soluzione a tutti i mali.

Perché, anche in base alle mansioni svolte, non tutti i lavoratori hanno le energie per ritirarsi a 67 anni di età. E se lo fanno prima rischiano, come sopra accennato, delle pesanti decurtazioni sull’assegno INPS.

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