Come andare in pensione a 55 anni

Quali sono le strade per andare in pensione a 55 anni in Italia? Che cosa è cambiato e quali sono le alternative possibili?

di , pubblicato il
Quali sono le strade per andare in pensione a 55 anni in Italia? Che cosa è cambiato e quali sono le alternative possibili?

Chi ha iniziato a lavorare molto presto oppure ha particolari problemi di salute si chiede come andare in pensione a 55 anni. E’ possibile in Italia?
Sì, è possibile. Esistono due misure alternative alla quota 100 che consentono il pensionamento indipendentemente dall’età. Per ottenerlo, bisogna possedere determinati requisiti contributivi.

Queste due misure sono:

– la pensione anticipata ordinaria;
– la quota 41 per lavoratori precoci.

La quota 100 ha permesso a molti lavoratori di andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati. Insieme allo scivolo dei 5 anni di anticipo, è l’opportunità che consente di andare in pensione prima dei tempi previsti.
E chi, per varie ragioni, volesse andare in pensione ancora prima?
Vediamo in dettaglio quali sono i requisiti richiesti per andare in pensione a 55 anni per anzianità.

Come andare in pensione a 55 anni con la pensione anticipata ordinaria

Lavoratori e lavoratrici, grazie alla pensione anticipata ordinaria, hanno la possibilità di andare in pensione prima del previsto.

Per accedere alla pensione anticipata, è necessario possedere i seguenti requisiti:
– 42 anni e 10 mesi di contribuzione versata (per gli uomini);
– 41 anni e 10 mesi di contributi versati (per le donne).

Per la decorrenza del trattamento pensionistico, ai suddetti requisiti bisogna aggiungere un’attesa di 3 mesi.
Questa misura che, in passato, si chiamava pensione di anzianità e che la Fornero ha ribattezzato pensione anticipata non prevede limiti di età predefiniti.
Chi è entrato nel mondo del lavoro intorno ai 14 anni di età ed ha alle spalle una carriera lavorativa continua, rientrando nei requisiti può accedere alla pensione anticipata anche a 55 anni (donne) o 56 anni (uomini).

Cosa prevede la quota 41, alternativa alla pensione anticipata ordinaria

Chi non rientra nei requisiti della pensione anticipata ordinaria può valutare la seconda alternativa ovvero la quota 41.


Diversi sono i requisiti richiesti a uomini e donne per accedere a questo provvedimento pensato per i lavoratori precoci:
– almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età;
– 41 anni di contributi maturati (da qui il termine ‘quota 41’);
– appartenenza ad una delle 5 categorie tutelate (disoccupati, invalidi, caregiver, lavori usuranti, lavori gravosi).
Si può, quindi, accedere a questo tipo di pensione anticipata (anche all’età di 55 anni) possedendo i tre requisiti su menzionati.

A quali lavoratori spetta la quota 41

Anche per la quota 41 (o scivolo per precoci) non viene considerato alcun vincolo anagrafico.
Vediamo meglio quali sono i lavoratori precoci che rientrano nella quota 41:
– dipendenti e autonomi con invalidità accertata pari o superiore al 74%;
– dipendenti disoccupati a seguito di licenziamento (non per naturale scadenza di un contratto a termine) che abbiano terminato di percepire la spettante Naspi da almeno 3 mesi;
– autonomi e dipendenti che, all’atto della richiesta, assistono da almeno 6 mesi un familiare entro il 1° grado convivente (figlio, genitore, coniuge) con grave handicap (ai sensi della Legge 104 art.3 comma 3);
– lavoratori che svolgono mansioni usuranti;
– lavoratori addetti a mansioni gravose.

Le recenti critiche sulla quota 41

Abbiamo spiegato cosa prevede, in teoria, la quota 41 voluta da Matteo Salvini ma in pratica?
In pratica, nessuno ci crede più di tanto, soprattutto ora che siamo in piena crisi economica post-Covid 19.
I lavoratori precoci, oggi, si sentono sufficientemente presi in giro, illlusi. Attualmente, attendono di andare in quiescienza quasi tutti solo al raggiungimento dei requisiti stabiliti dalla Legge Fornero.
Nessuna “Libertà di andare in pensione!” proclamata da Salvini in un anno di governo. Per i precoci nulla è cambiato.

Pensione di vecchiaia anticipata per invalidi: circolare INPS

La circolare INPS n. 10 del 30 gennaio 2020 ha ricordato che l’art.1, comma 8, del D. lgs n. 503/1992 prevede in favore degli iscritti invalidi in misura non inferiore all’80%, una particolare tipologia di pensione di vecchiaia, denominata “pensione di vecchiaia anticipata”.

Per ottenerla, è necessario possedere i seguenti requisiti:
– accertamento dello stato di invalidità in misura non inferiore all’80%;
– compimento dell’età anagrafica di 55 anni per le donne e 60 anni per gli uomini che viene adeguata all’aumento delle aspettative di vita e finestra di accesso;
– contributi versati per almeno 20 anni nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti;
– decorso di 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti (anagrafico, contributivo o sanitario).

Questa misura si applica soltanto nei confronti dei dipendenti pubblici iscritti presso il Fondo pensioni lavoratori dipendenti dell’assicurazione generale obbligatoria e dei titolari di assegno ordinario d’invalidità previsto dall’art.1 della L. n. 222/1984.
Attenzione: la procedura per accedere a questa pensione non è rapida: ai 55 anni (donne) o 60 anni (uomini) bisogna aggiungere 3 mesi di aspettativa di vita e 12 mesi di finestra di accesso (previsti per gli anni 2019/2020).
In pratica, la pensione decorre a partire da 56 anni e 3 mesi (per le donne) e 61 anni e 3 mesi (per gli uomini).

C’è un modo per accelerare i tempi: presentare la domanda a 55 anni e 3 mesi (o 60 anni e 3 mesi) per ricevere la prima pensione nel caso in cui la richiesta venga accettata l’anno seguente.

Argomenti: ,