Coltivare marijuana: quando si commette reato?

E' reato coltivare e curare una piantina di marijuana? Si pronuncia in merito la Corte di Cassazione.

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E' reato coltivare e curare una piantina di marijuana? Si pronuncia in merito la Corte di Cassazione.

Se si pianta un seme di marijuana non si commette alcun reato, anche se la coltivazione della droga domestica lo è.

Se si desidera piantare un seme di marijuana e coltivarne la piantina si commette reato oppure no? I giudici che si sono espressi in materia fino ad ora non hanno ben chiarito il concetto e quindi, a sanare il contrasto ci prova la Corte di Cassazione con la sentenza numero 51416 del 2 dicembre 2016.

Marijuana: quando diventa illegale?

La piantina di marijuana in se non è illegale ma nel momento in cui diventa droga a tutti gli effetti lo diventa.  Fino ad oggi questa questione è stata interpretata in maniera diversa: da una parte la legislazione che dichiara la piantina illegale sin dal germoglio per il solo fatto che, poi, possa diventare droga, per un’altro ramo della legislazione, invece, è illegale dal momento che possa essere capace di produrre sostanze psicotrope.

La valutazione, in questo caso, riguarda pianta per pianta poichè non è possibile, a priori, stabilire quando questo avverrà e in quanti giorni.

La sentenza recentissima della Corte di Cassazione dichiara che è legale la coltivazione dino a quando “la sostanza ricavata o ricavabile risulti priva della capacità ad esercitare, anche in misura minima, effetto psicotropo”.

I giudici sono giunti alla conclusione che se il consumatore di droga che venga trovato in possesso di sostanze stupefacenti per uso personali non è punibile penalmente, così anche il coltivatore che curi, per la medesima droga, una piantina sufficiente per l’uso personale non sia punibile. Il reato scatta nel momento in cui la coltivazione è ampia da permettere lo spaccio.

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