Codice della Strada e multe collegate al reddito, la novità in aggiunta alla patente con revoca definitiva

Tra le novità del Codice della Strada due misure che faranno discutere e cioè la revoca perenne della patente per fatti gravi o la multa commisurata all'ISEE.

di , pubblicato il
codice della strada

La riforma delle pensioni, quella degli ammortizzatori sociali compreso il reddito di cittadinanza, e anche la riforma del Codice della Strada. Sono queste le urgenze del Governo, e anche il Ministro dei Trasporti Salvini ne ha parlato, tirando dentro proprio delle modifiche al Codice della Strada che rischiano di essere davvero rivoluzionarie ma soprattutto, rigide. E le voci relative a queste modifiche hanno fatto già interessare l’opinione pubblica, anche perché si parla di ergastolo della patente.

“Gentile redazione, non ho compreso bene cosa stia per accadere sulla patente di guida ed in genere sulle novità del Codice della Strada. Ovunque ho letto di patente revocata più facilmente o addirittura per sempre. Ma ciò che mi interessa di più e che vorrei capire, è il collegamento delle multe all’ISEE. In pratica, chi ha un ISEE più alto dovrebbe pagare le multe più salate? premetto che io l’ISEE nemmeno lo richiedo e che faccio solo il 730.

Non ho figli a carico, non chiedo prestazioni assistenziali e bonus ed ho un reddito annuo di 32.000 euro. Se prendo una multa per divieto di sosta finirò con il pagare anche per chi invece prende il reddito di cittadinanza e con ISEE basso pagherà una sciocchezza?”

Ecco la Riforma del Codice della Strada secondo Salvini

Quando era Ministro dell’Interno nel primo Governo Conte, Matteo Salvini ha fatto discutere e tanto anche il settore auto e viabilità. Infatti introdusse nei cosiddetti “decreti Sicurezza”, la regola del divieto di utilizzo di auto a targa estera in Italia. Un provvedimento che fece molto scalpore soprattutto per la rigidità dello stesso che imponeva a chi aveva auto immatricolate all’estero, di tornare ad immatricolarle in Italia o a rispedirle indietro nel Paese di origine. Anche se non era proprio così il provvedimento, per rigidità non andava molto lontano da quello che abbiamo scritto. Adesso che nel nuovo Governo Meloni, Matteo Salvini ha cambiato Dicastero, passando al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, il settore dei trasporti rischia di subire un terremoto ancora maggiore.

Se ne riparlerà per Primavera 2023

Si parla di modifiche al Codice della Strada, anzi, di autentica riforma. Riformare il Codice della Strada è una cosa che ogni legge di Bilancio si ripete. Da anni ormai ogni Governo pensa di mettere mano alle regole di questo Codice, salvo poi intervenire con piccoli provvedimenti tampone, legati alle mode del momento e a dei casi di attualità. Adesso però il nuovo esecutivo di Centrodestra sembra fare sul serio, anticipando già alcuni punti cardine di ciò che si vorrà fare, naturalmente non nella legge di Bilancio di adesso, ma nel 2023 con interventi normativi ad hoc.

Si parte dall’ergastolo della patente, cioè revoca definitiva in determinati casi

La riforma del Codice della Strada partono da un fattore determinante per poter circolare, cioè dalla patente di guida. E si parla di addio perenne alla patente, in caso di gravi infrazioni o di reati collegati alla circolazione stradale. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini ha anticipato alcuni contenuti che secondo lui e forse secondo la maggioranza del Governo, dovrebbe avere la riforma del Codice della Strada, anche perché non si riforma da oltre 30 anni. L’obbiettivo è fissato per la primavera 2023, quando la riforma dovrebbe vedere i natali. Sulla patente il rischio di perderla per sempre aumenterebbe. Oggi sospensione e revoca della patente di guida sono misure già previste dal Codice, ma andrebbero inasprite.

Più rigidità per chi commette reati o violazioni gravi

Il Codice della Strada prevede tra le sanzioni accessorie di numerose infrazioni, la decurtazione dei punti sulla patente (e quando si perdono tutti i punti occorre rifare l’esame da capo), la sospensione e anche la revoca della patente.

Nella stragrande maggioranza dei casi però, espiando la pena e cioè restando senza patente per un determinato periodo, dopo, provvedendo a fare ciò che la legge prevede, si può tornare a conseguirla. Con il cambio di rotta di Salvini invece, in alcuni casi la patente sarebbe di fatto impedita per un automobilista. Da qui la definizione di ergastolo della patente, come dire, fine pena mai.

Quando la patente potrebbe essere per sempre revocata ad un automobilista

Si potrebbe arrivare, per chi commette violazioni gravi delle regole del Codice della Strada, alla revoca della patente a vita. Violazioni gravi ed anche nei casi di reati collegati alla circolazione. E quando si parla di chi commette gravissime violazioni e infrazioni o si rende colpevole di autentici reati si fa riferimento all’omicidio stradale per esempio. L’omicidio stradale è già oggi contemplato dalla legge, ma per esempio, per la patente, la sospensione può durare massimo 4 anni. La revoca arriva solo a sentenza di condanna definitiva.

Giustizia lenta, allora meglio inasprire le regole

Calcolando le lungaggini burocratiche dei processi nostrani 4 anni sembrano pochi, a tal punto che spesso terminano quando la sentenza definitiva non è passata ancora in giudicato. Per questo la sospensione, secondo le ipotesi di riforma, dovrebbe salire a 10 anni. La revoca invece, una volta applicata, non dovrebbe venire meno per sempre, soprattutto nei casi di grave incidente, con lesioni altrettanto gravi o morte di un coinvolto, con il responsabile che guidava sotto l’effetto di alcool o di droghe. Ma la stessa sorte dovrebbe toccare a chi si rende responsabile di comportamenti che richiamano ai pirati della strada, cioè a chi fugge via dopo aver cagionato un danno alla controparte o ad un soggetto terzo.

 

Multe in base alla condizione economica tra le altre novità del Codice della Strada

Un’altra parte saliente di ciò che potrebbe sopraggiungere in materia Codice della Strada è il collegare le multe al reddito dei trasgressori.

E questo è il quesito principale del nostro lettore. In pratica si vorrebbe usare lo strumento delle multe come vero deterrente per le infrazioni al Codice e permettere allo Stato di incassare di più e più facilmente. Chi non ha problemi reddituali potrebbe guardare con maggiore attenzione al suo comportamento alla guida, perché rischierebbe di pagare multe nettamente più alte di oggi per via del suo reddito. Un deterrente per chi una multa da 100 euro non rappresenta una spesa eccessiva da pagare. Per chi invece spesso non riesce a far fronte al pagamento di una multa, perché ha condizioni economiche non agiate, sconti sul montante da versare.

Avere l’ISEE in corso di validità diventa importante anche per le multe del Codice della Strada

Si conta di incassare anche dai meno abbienti multe che allo stato attuale sono tra i crediti più diffusi delle Pubbliche Amministrazioni. Il collegamento dovrebbe essere l’ISEE. In pratica, le multe si potranno commisurare grazie al certificato che permette di avere accesso alle prestazioni assistenziali. Ai Bonus e anche all’assegno unico e universale sui figli fino a 21 anni di età. Naturalmente, in risposta al nostro lettore, se non ha un ISEE pagherà la multa più alta. Avere un ISEE in corso di validità sarà, dunque, utile anche per pagare meno una multa.

 

 

 

 

 

 

Argomenti: , , , ,