Codice della strada: arriva lo sconto sulle multe più salate

Dal 2021 calano le tariffe delle sanzioni più gravi al codice della strada. Lo stabilisce l’Istat rilevando il tasso negativo d’inflazione programmata.

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Dal 2021 calano le tariffe delle sanzioni più gravi al codice della strada. Lo stabilisce l’Istat rilevando il tasso negativo d’inflazione programmata.

Multe stradali al codice della strada meno care dal prossimo anno. Non che il governo sia diventato più magnanimo, anzi, solitamente quando si tratta di fare cassa non si va tanto per il sottile. Ma la svolta deriva più che altro dal calo dell’inflazione programmata.

Per la prima volta, l’Istat ha certificato che nel 2021 l’indice dei prezzi al consumo sarà negativo (-0,2%). Salvo aggiustamenti di fine anno, come solitamente avviene in base alle rilevazioni dei prezzi. Il che significa che anche le tariffe che lo Stato chiede (multe, sanzioni, ecc. al codice della strada) dovranno essere commisurate.

Mini sconto per le multe al codice della strada

Dal primo gennaio 2021, quindi, ci sarà un mini-sconto sulle sanzioni al codice della strada, ma solo per gli importi superiori a 250 euro. Mentre resteranno invariati gli importi per divieti di sosta (42 euro), mancato uso delle cinture di sicurezza (83), utilizzo del cellulare alla guida (165).

Lo rende noto l’Associazione sostenitori Polstrada (Asaps), spiegando che con la divulgazione dell’indice dei prezzi al consumo si è chiuso il cerchio sulla procedura che impone l’adeguamento biennale delle sanzioni. Adeguamento che non avviene dal 1993 e sarebbe la prima volta in cui si avrà un decremento, anche se minimo (-0,2%), riferito al biennio 2018/2020.

Sanzioni ridotte solo per le multe più gravi

Diminuiranno quindi solo le violazioni più gravi al codice della strada. Come la terza fascia nel superamento della velocità (oltre 40 e fino a 60 km/h, con sanzione che passa da 533 a 532 euro) e la quarta (oltre 60 km/h, sanzione da 847 a 845 euro).

Le multe al codice della strada sono aggiornate ogni 2 anni in misura pari all’intera variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti.

E dall’entrata in vigore dell’attuale codice della strada (1 gennaio 1993) questo è il tredicesimo aggiornamento degli importi.

Al primo posto nella classifica dei maggiori aumenti biennali – spiega l’Asaps – c’è quello stabilito dal decreto ministeriale del 22 dicembre 1998 con +21,2%, seguito dal decreto del 28 dicembre 1996, con un +17,5% che riguardava però l’indice dei prezzi al consumo di quattro anni e non di due.

Nel 2021, in un momento molto difficile per il nostro Paese – rileva il presidente dell’Asaps, Giordano Biserni – avremo un minimo decremento e attendiamo il decreto ministeriale per permettere gli adeguamenti dei sistemi informatici degli organi di polizia stradale, nella speranza non arrivi l’ultimo giorno dell’anno“.

Le altre novità al codice della strada

Non tutte le modifiche al codice della strada entrano in vigore con l’anno nuovo. Una delle principali novità introdotta con il decreto Semplificazioni è il concetto di “utenza vulnerabile”. Si tratta di pedoni, ciclisti, conducenti di ciclomotori e motocicli nonché persone con disabilità che godranno di maggior tutela. Di conseguenza gli attraversamenti pedonali potranno essere rialzati a filo del marciapiede e colorati per renderli più visibili. I pedoni avranno sempre la precedenza nell’attraversamento rispetto al passaggio dei veicoli, ma adesso ne beneficiano solo se hanno iniziato ad impegnare le strisce.

Obbligatorio il casco anche per i minori di 12 anni in bicicletta. Mentre gli automobilisti dovranno dare sempre la precedenza a ciclisti e conducenti di monopattino, sia su strade urbane che ciclabili. In fase di sorpasso di biciclette, necessario mantenere una adeguata distanza di sicurezza.

Rinviate, invece, tutte le altre norme. Compresa quella tanto dibattuta sull’inasprimento delle sanzioni per chi guida con cellulare in mano. Sarà però possibile, a discrezione dei sindaci, l’installazione di autovelox fissi e mobili nulle strade comunali e nei centri abitati.

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