Cocopro: come cambia il contratto a progetto nel Jobs Act

Una panoramica delle principali novità introdotte dal Jobs Act del governo Renzi sulle collaborazioni continuative e coordinate, i contratti a progetto (cocopro)

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Una panoramica delle principali novità introdotte dal Jobs Act del governo Renzi sulle collaborazioni continuative e coordinate, i contratti a progetto (cocopro)

Cosa cambia per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa a progetto, cocopro, con l’entrata in vigore del Jobs Act? Ecco una breve panoramica delle novità previste dal Governo per i contratti a progetto.

 Cocopro: cosa cambia con il Jobs Act

Entrato in vigore il decreto legislativo sul riordino dei contratti di lavoro che attua il Jobs Act, non sarà più possibile stipulare nuovi contratti di collaborazione coordinata e continuativa a progetto e dal 1 gennaio 2016, la disciplina del rapporto di lavoro subordinato si applicherà ai rapporti di collaborazione esclusivamente personali, continuativi, di contenuto ripetitivo, le cui modalità di esecuzione siano stabilite dal committente, anche con riferimento ai tempi ed ai luoghi di lavoro. Inoltre viene concessa ai committenti/datori di lavoro la possibilità di regolarizzare i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto o con partita IVA. In sostanza con l’entrata in vigore del decreto di riordino:

  •  non sarà più possibile stipulare nuovi contratti di collaborazione coordinata e continuativa “a progetto”
  •  dal 1 gennaio 2016, la disciplina del rapporto di lavoro subordinato si applicherà ai rapporti di collaborazione esclusivamente personali, continuativi, di contenuto ripetitivo, le cui modalità di esecuzione siano stabilite dal committente, anche con riferimento ai tempi ed ai luoghi di lavoro

  Per le altre novità sui contratti nel Jobs Act si rinvia a: Part-time: ecco il nuovo contratto di lavoro nel Jobs Act, Lavoro accessorio: guida voucher INPS 2015   Rimangono salve le collaborazioni a progetto:

  •  per le quali gli accordi collettivi stipulati dalle confederazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedono discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo, in considerazione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore
  •  prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali
  •  prestate nell’esercizio della loro funzione dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni
  •  rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.
    O.N.I .

 

Trasformazione contratti a progetto

I committenti-datori di lavoro inoltre possono regolarizzare i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto o con partita iva, entro il 31 dicembre 2015, a condizione che :

  •  i lavoratori interessati alle assunzioni sottoscrivano atti di conciliazione presso una delle sedi di conciliazione o di certificazione rinunciando a qualsiasi possibile pretesa inerente la qualificazione del rapporto di lavoro pregresso
  •  che il datore di lavoro non recedano dal contratto nei dodici mesi successivi all’assunzione, salvo che ciò avvenga per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo.</li

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