Cig in deroga, al via da oggi le domande all’Inps con anticipo del 40%

Da oggi si potrà chiedere la Cig in deroga direttamente all’Inps. Tutte le novità e istruzioni nella circolare appena diramata dall’Istituto.

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Da oggi si potrà chiedere la Cig in deroga direttamente all’Inps. Tutte le novità e istruzioni nella circolare appena diramata dall’Istituto.

Al via la Cig in deroga all’Inps. Da oggi è possibile presentare domanda per la cassa integrazione in deroga con pagamento diretto dell’Inps e anticipo del 40% dell’assegno.

Lo si apprende direttamente dall’Inps con messaggio 2489 del 17 giugno 2020 col quale si ricorda che sono cambiate le regole per il pagamento dell’ammortizzatore speciale di competenza delle Regioni con la presentazione direttamente all’Istituto.

Domande di Cassa Integrazione in deroga all’Inps

Oggi – si legge nel messaggio dell’Inps – saranno rilasciate le funzionalità relative alla nuova domanda Inps di richiesta della cassa integrazione in deroga, quelle relative alla domanda di anticipazione da parte dell’Inps dei trattamenti di integrazione salariale richiesti dall’azienda con pagamento diretto, nonché la nuova versione della procedura “Nuova gestione dell’istruttoria per domande Cigo“. Il decreto Rilancio – ricorda l’Inps – ha esteso il periodo di Cig e assegno ordinario per l’emergenza Covid dalle 9 settimane previste dal decreto Cura Italia a 18 settimane complessive. Il decreto del 16 giugno ha previsto la possibilità di chiedere le ultime quattro settimane di fermo per le aziende che avevano già utilizzato le prime 14 (9 + 5) anche per periodi antecedenti al primo settembre.

Anticipo subito del 40% della Cig in deroga

Grazie al decreto Rilancio le domande per gli ammortizzatori sociali saranno evase in tempi rapidi e sarà subito erogato un anticipo del 40% dell’assegno previsto da parte dell’Inps. La direttiva impartita dal governo è infatti quella di saltare il passaggio burocratico delle Regioni per la concessione della Cig in deroga, cosa che ha finora creato rallentamenti e intoppi con vistosi ritardi. Con il decreto Rilancio sarà adesso direttamente l’Inps a gestire le domande di Cig in deroga.

Cig in deroga tolta alle Regioni

In base all’accordo raggiunto fra Stato e Regioni, è stata ravvisata la necessità e l’urgenza di garantire ai lavoratori che si trovano difficoltà misure e risposte in tempi rapidi. Pertanto si è stabilito che la Cassa Integrazione Guadagni in Deroga da oggi è autorizzata dall’Inps e non più dalle Regioni, mentre finora erano le Regioni ad accogliere le domande e ad autorizzare i pagamenti, mentre l’Inps faceva solo da ufficio pagatore. Con il decreto Rilancio se ne occuperà solo l’Inps come avviene per le altre forme di gestione delle richieste degli ammortizzatori sociali. Non solo, l’Istituto anticiperà subito il 40% dell’importo previsto entro 15 giorni lavorativi, mentre il resto verrà corrisposto al termine dell’istruttoria e delle opportune verifiche dopo aver ricevuto i dati completi dai datori di lavoro.

Come funziona la nuova procedura

Le aziende che intendono ricorrere alla Cig in deroga, dovranno inoltrare domanda direttamente all’Inps entro 15 giorni dalla sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, inviando l’elenco dei beneficiari e le ore di sospensione per ciascun lavoratore. L’Inps ha poi 15 giorni di tempo disponibili per autorizzare le domande e anticipare subito il 40% delle ore autorizzate. Il restante 60%, sarà pagato quando riceverà tutta la documentazione con le ore di Cig effettivamente usufruite. La nuova procedura è valida solo per le nuove richieste di Cig, mentre per quelle in corso (fino a 9 settimane) bisognerà attendere il disbrigo delle pratiche in corso alle Regioni e i tempi tecnici di pagamento dell’Inps. Così anche per gli anticipi dell’assegno che valgono solo per i nuovi periodi autorizzati da quando è entrato in vigore il DL Rilancio. Facile quindi che si creerà un po’ di confusione poiché per le prime 9 settimane previste dal decreto Cura Italia si deve seguire il vecchio iter con trasmissione delle domande alle Regioni. Mentre per le altre 9 settimane, prorogate dal decreto Rilancio, c’è l’invio diretto a Inps col 40% di anticipo.

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