Cig di marzo più leggera per 6 milioni di lavoratori

Un vuoto normativo taglia la cassa integrazione di 6 milioni di lavoratori. Cig di marzo ridotta fino a 280 euro a persona.

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C’è un buco di una settimana nella Cig di marzo. Circa 6 milioni di lavoratori coperti ammortizzatori sociali non vedranno l’assegno Inps di cassa integrazione di marzo tagliato a causa di un vuoto normativo.

Nulla di sorprendente perché in Italia queste cose succedono. Soprattutto quando i proclami e l’apparenza contano più della sostanza. E nella fretta di varare il decreto Ristori, il governo non ha calcolato bene le date di decorrenza della cassa integrazione.

Cig di marzo più magra per i cassintegrati

A farne le spese non sono solo i lavoratori che percepiranno un assegno inferiore al dovuto con un taglio che va da 110 a 280 euro a persona. Non solo, le aziende che anticipano il trattamento di Cig di marzo saranno costrette, laddove possibile, ad anticipare i soldi mancanti di tasca loro. Ma per molte di esse non sarà possibile per mancanza di fondi o perché ancora ferme a causa di assurde e perduranti chiusure.

Ad alzare i toni della polemica contro il governo Draghi è Unimpresa che già lo scorso mese di marzo aveva denunciato il problema. In sostanza con la Cig di marzo si è venuto a creare un buco di una settimana a causa di un vuoto normativo.

La legge di bilancio 2021 ha esteso la cassa integrazione covid per 12 settimane, cioè fino al 25 marzo. Col Decreto Ristori, però, il governo è intervenuto ancora a sostegno delle aziende in crisi concedendo 13 settimane per tutte le aziende e 28 settimane per quelle non coperte da Cig, ma a partire dal 1 aprile 2021.

Unimpresa contro il governo

Dal 25 marzo al 1 aprile, però, non vi è alcuna copertura e pertanto l’Inps non può concedere la cassa integrazione.

La Cig di marzo risulta quindi ridimensionata di una settimana. E a lanciare il grido di allarme questa volta non sono solo i sindacati, ma anche Unimpresa che già lo scorso 22 marzo avevano sollevato la problematica al Ministero del Lavoro.

A oggi il governo ha dimostrato indifferenza e insensibilità, preoccupato più che altro a sostenere la campagna propagandistica dei vaccini. Intanto, però, i lavoratori stanno ricevendo le buste paga col la Cig di marzo ridotta di una settimana. Ma il problema è ben più consistente. Come spiega il consigliere nazionale di Unimpresa, Giovanni Assi:

per le aziende industriali che accedono alla cassa integrazione ordinaria il nuovo periodo di 13 settimane potrà partire solo dal 5 aprile 2021(e non dal 1 aprile) perché il sistema informatico Inps non concede la possibilità per queste aziende di fare richiesta in un giorno diverso dal lunedì ed il primo lunedì di aprile è il 5”.

Cig marzo tagliata fino a 8 giorni

Ne deriva che ogni lavoratore in cassa integrazione covid non si vedrà riconoscere per il mese di marzo dai 3 agli 8 giorni di indennità. Si stima una perdita che va da 110 a 280 euro per ogni lavoratore. Ammanco che si va a sommare al vuoto dei primi giorni di aprile per una cifra che va dai 200 ai 500 milioni di euro che l’Inps non pagherà per circa 6 milioni di lavoratori.

Il rischio è che le aziende anticipino questi soldi di tasca loro nella speranza che il Parlamento aggiusti il vuoto normativo e che alla fine l’Inps possa procedere ai pagamenti. In alternativa dovrà essere il Ministro del lavoro Orlando a porre rimedio al buco nella Cig di marzo concedendo la possibilità alle aziende di recuperare immediatamente le risorse necessarie.

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