Chi va in pensione con Quota 102 può continuare a fare qualche lavoro occasionale?

La pensione Quota 102 non sarà cumulabile con i redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa, svolta anche all’estero. Sono previste eccezioni

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Riforma pensioni nel 2023 a giochi fatti per il 2022, i lavoratori corrono tutti questi rischi

Nel 2022 si potrà andare in pensione con Quota 102. Ricordiamo che, il 31 dicembre 2021 gli italiani dicono addio a Quota 100 per il pensionamento, ossia il sistema che permette di andare in pensione con 38 anni di contributi e 62 anni di età.

Da gennaio 2022 c’era, quindi, il rischio di un ritorno alla Fornero, con un innalzamento di 5 anni per l’età pensionabile (quindi a 67 anni). Nella legge di bilancio 2022, tuttavia, c’è una soluzione provvisoria al problema prevedendo la nuova Quota 102 per il 2022, ossia il pensionamento per chi matura, il prossimo anno, i seguenti requisiti:

  • 38 anni di contributi (requisito contributivo)
  • 64 anni di età (requisito anagrafico).

Quota 102 e redditi da lavoro

Trattandosi di una soluzione sostituta ed avendo lo stesso principio di funzionamento (requisito anagrafico e contributivo), ne consegue che anche a Quota 102 si applicheranno le stesse incompatibilità previste per Quota 100.

Quindi, la pensione Quota 102 non sarà cumulabile con i redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa, svolta anche all’estero. Faranno eccezione i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro lordi annui (quindi, nel rispetto di tale requisito, chi andrà in pensione con Quota 102 potrà svolgere lavoro occasionale).

L’incumulabilità si applicherà per il periodo intercorrente tra la data di decorrenza della pensione e la data di maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia (attualmente fissato a 67 anni).

La produzione di redditi derivanti da attività lavorativa diversa da quella autonoma occasionale, ovvero la produzione di redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale oltre il limite dei 5.000 euro lordi annui comporterà la sospensione dell’erogazione del trattamento pensionistico nell’anno di produzione dei predetti redditi e l’eventuale recupero delle rate di pensione indebitamente corrisposte.

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