Chi rifiuta il lavoro perde il Reddito di cittadinanza, anche Luigi Di Maio detta linea dura

Si sta pensando ad una revisione dell’intero istituto del reddito di cittadinanza che andrà in senso restrittivo e con controlli più stringenti.

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Si sta pensando ad una revisione dell’intero istituto del reddito di cittadinanza che andrà in senso restrittivo e con controlli più stringenti.

In questi giorni si sta tanto parlando del reddito di cittadinanza e delle possibili modifiche che il nuovo esecutivo a guida Mario Draghi ne vorrebbe apportare. Come già detto in articoli precedenti, la maggioranza di governo è molto ampia e i contrasti, inevitabilmente, sono parecchi.

Tra chi il reddito di cittadinanza lo vorrebbe abolire del tutto e chi invece ne è un ardito sostenitore, si sta tentando una mediazione che possa soddisfare tutte le parti in gioco.

Luigi Di Maio, uno dei capi politici del Movimento 5 Stelle, il partito che più di tutti ha voluto istituire il sussidio, ha parlato di una sua possibile modifica, ossia della possibilità di perdere il reddito di cittadinanza se si rifiuta la proposta di lavoro.

Reddito di cittadinanza, decurtare per ogni offerta di lavoro rifiutata

Come già detto in apertura, il governo starebbe pensando ad un meccanismo per disincentivare i percettori di reddito di cittadinanza a rifiutare le offerte di lavoro ricevute.

Luigi Di Maio, nel libro di Bruno Vespa “Perché Mussolini rovinò l’Italia (e come Draghi la sta risanando)”, ha affermato che il percettore del Reddito di cittadinanza che rifiuta un compenso dignitoso offertogli da un datore di lavoro deve perdere il beneficio. Fin qui nulla di nuovo, il problema, infatti, è quello di far incontrare la domanda con l’offerta di lavoro in modo efficiente. Il ministro degli Esteri, dunque, ha poi spiegato che bisogna “consentire all’impresa di fare una notifica diretta ai centri per l’impiego” in modo che possano funzionare nel migliore dei modi.

Ad ogni modo, già in questi giorni si è discusso delle possibili modifiche al sussidio. In particolare, si starebbe pensando ad un meccanismo di decurtazioni a partire dalla seconda offerta di lavoro rifiutata da parte dei beneficiari «occupabili».

Inoltre, già dal prossimo anno, i controlli sui requisiti per accesso al sussidio potrebbero essere effettuati previamente e non più, come accade adesso, ex post, ossia dopo l’erogazione dei primi assegni.

Ovviamente, allo stato attuale, si tratta di semplici indiscrezioni. Per avere maggiori dettagli in merito alle modifiche del reddito di cittadinanza bisognerà attendere la lettura dei testi definitivi.

 

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