Chi non fa questa cosa ogni mese rischia di perdere il reddito di cittadinanza

I centri per l’impiego devono organizzarsi per accogliere, nel 2022, i percettori del reddito di cittadinanza al fine di adempiere ad un nuovo obbligo

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Bonus reddito di cittadinanza anche se il contratto non è a tempo indeterminato

Nuovo obbligo per i percettori del reddito di cittadinanza. E’ previsto dalla Legge di bilancio 2022 e coinvolge i centri per l’impiego.

Chi percepisce il reddito di cittadinanza dovrà mensilmente dimostrare la ricerca attiva del lavoro e dovrà farlo recandosi al centro per l’impiego.

Il nuovo obbligo mensile per il reddito di cittadinanza: cosa si rischia

La legge di bilancio 2022, tra le varie misure indirizzate al reddito di cittadinanza, include quella secondo cui, da quest’anno, la ricerca attiva del lavoro da parte dei percettori il sussidio sia verificata presso il centro per l’impiego in presenza, con frequenza almeno mensile.

In altri termini occorrerà recarsi, personalmente e con frequenza mensile, presso il centro per l’impiego al fine di dimostrare che si sta cercando attivamente lavoro.

In caso di mancata presentazione senza comprovato e giustificato motivo si applica la decadenza dal beneficio stesso.

Si tratta di un nuovo obbligo che avrà ripercussioni proprio sui centri per l’impiego i quali dovranno prepararsi ad accogliere il percettori del reddito di cittadinanza chiamati ad adempiere alla novità.

E’ bene precisare, tuttavia, che dovranno essere gli stessi centri per l’impiego a procedere alla convocazione e non i percettori il reddito a doversi recare volontariamente e mensilmente presso il centro.

Gli ultimi dati ANPAL

Ricordiamo che dall’ultima nota ANPAL pubblicata, si evince che, al 30 settembre 2021, sono circa 725mila i beneficiari che hanno avuto un rapporto di lavoro durante la fruizione del beneficio. Di questi, quasi 550mila hanno attivato un nuovo rapporto di lavoro dopo aver avuto accesso al sussidio economico.

Più della metà non ha avuto alcuna esperienza lavorativa negli ultimi tre anni e in un quarto dei casi si tratta di disoccupati di lunga durata.

Un tasso di occupazione cresciuto fino al 23,2%.

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