Chi lascerebbe il lavoro per il reddito di cittadinanza?

Lasceresti il lavoro per il reddito di cittadinanza? Rischio concreto o polemiche sterili?

di , pubblicato il
Lasceresti il lavoro per il reddito di cittadinanza? Rischio concreto o polemiche sterili?

Tra coloro che sono contrari al reddito di cittadinanza, o anche solo scettici, c’è il rischio di incentivare forme di parassitismo. “Stare a casa comodi sul divano ed intascare il reddito di cittadinanza sarà più comodo che andare a lavorare” si dice puntando il dito contro il sussidio troppo alto rispetto ai salari medi (sottovalutando che forse sono questi ad essere troppo bassi). Non bastano le norme antidivano, non basta l’impossibilità di fare domanda se si vive a casa con i genitori, non basta nemmeno all’uopo la minaccia del carcere per chi viola le norme e mente sui requisiti del rdc in modo fraudolento: la paura che molte persone abusino del sussidio resta.

E in effetti le notizie che arrivano da alcuni Comuni in cui si registra il boom di richieste di cambi residenza, fanno intendere che il rischio è concreto. Ma per questo significa che la misura sia ideologicamente sbagliata? Del resto lo stesso discorso si potrebbe fare per il bonus Renzi, per i bonus bebè o asilo nido, per i permessi 104 etc. ci sono sempre persone disposte a trovare la scorciatoia per ottenere un bonus che non gli spetta.

Chi lascerebbe il lavoro per il reddito di cittadinanza?

Quella poi che persone con un lavoro potrebbero essere tentate a lasciarlo per ottenere il sussidio appare al dire il vero una possibilità alquanto remota. Che ci siano finte separazioni o cambi di residenza fittizi è già capitato come sopra accennato per altre misure e quindi non stupisce più di tanto (purtroppo). La speranza è che le verifiche promesse e le cd norme antidivano possano servire a scoraggiare almeno qualcuno dei male intenzionati. Ma perché una persona assunta, magari a tempo indeterminato, dovrebbe rinunciare al posto di lavoro per richiedere un sussidio che nella “migliore delle ipotesi” durerà 18 mesi? Non solo: nell’arco di questo tempo dovrà impegnarsi nel piano lavoro e prestare 8 ore a settimana al servizio della Comunità. Inoltre gli verranno proposte tre offerte di lavoro (la terza anche a distanza).

Se non accetta l’ultima in ordine cronologico perderà comunque il sussidio. Peraltro le offerte di lavoro per i beneficiari del reddito di cittadinanza potrebbero anche essere a tempo determinato.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,