Chi ha ricevuto il reddito di cittadinanza racconta: dalla rabbia alla gratitudine

Abbiamo chiesto a chi ha ricevuto il reddito di cittadinanza di raccontarci la sua storia: c'è chi ha riacquistato dignità e chi si sente preso in giro.

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Abbiamo chiesto a chi ha ricevuto il reddito di cittadinanza di raccontarci la sua storia: c'è chi ha riacquistato dignità e chi si sente preso in giro.

Abbiamo chiesto a chi ci legge e ha ricevuto il reddito di cittadinanza, di raccontarci la sua storia. In seguito alla richiesta abbiamo ricevuto molte testimonianze che ci raccontano storie estremamente diverse tra di loro. Ne riportiamo qualcuna tra quelle più emblematiche e significative per comprendere gli effetti della misura e la percezione generale del sussidio.

In entrambi i casi, ovviamente, non abbiamo modo di verificare che si tratti di testimonianze veritiere e non di storie inventate ma i numeri sono alti quindi, aldilà di qualcuno che può aver lavorato di fantasia, è possibile tracciare un quadro abbastanza realistico e attendibile della situazione dopo due mesi dal debutto del reddito di cittadinanza lo scorso 6 marzo.

Reddito di cittadinanza: gratitudine e dignità

Ci sono molti lettori che ci hanno scritto perché, raccontano, finalmente si sentono ascoltati e considerati dal governo. Molti parlano di un aiuto economico che ha ridato loro dignità, fiducia e orgoglio di essere italiani. Riportiamo solo i nomi e le iniziali del cognome per una questione di privacy, sebbene nessuno ci abbia chiesto di nascondere le proprie generalità (tranne l’ultima dichiarazione che riportiamo in anonimo).

Bianca N.: “Reddito di cittadinanza: vivevo da 10 anni con 280 euro e sempre costretta a rinunciare a tutto. Inoltre sono invalida. Per anni ho dovuto umiliarmi ad andare Caritas per farmi dare da mangiare e vestiti: che vergogna sentivo dentro! Mai un uscita con amici. Potevo permettermi scarpe al massimo di produzione cinese e da 10 euro fatte con la suola di cartone. Purtroppo non posso fare molti lavori perché la schiena ha la cartilagine consumata e ogni tanto si bloccano gambe e braccia per qualche giorno. Appena preso mio reddito di cittadinanza ho comprato un paio di scarpe ne avevo bisogno. Una semplice passeggiata mi ridà la speranza“.

Filippo M.: “Grazie Cinque Stelle sino a ieri mi disconoscevo come Cittadino italiano,vivendo nell’ INVISIBILITÀ più ASSOLUTA! Oggi Io e Migliaia di Altri cittadini siamo Fieri di Appartenere a questa Nuova Repubblica con ONORE e FEDELTÀ! Non ci Abbandonate

Ali W.

: “Ringrazio per la dignità recuperata, grazie al reddito di cittadinanza“.

Francesca G.: “Buonasera sono una signora che ha due ragazzi e un marito invalido civile 
La mia vita è stata sempre una rinuncia a tutto. Sono nata con un angioma sul volto e solo dio sa ciò che ho dovuto subire già dai primi anni di scuola elementare. Sono orfana di entrambi genitori e non ho mai avuto aiuto da nessuno. 
Mi sono specializzata come operatore sanitario, ma sono solo stata sfruttata da cooperative e agenzie lavorando saltuariamente. 
E per 25 euro al giorno facevo h24.
Ho fatto i lavori più umili e anche la sfortuna di un matrimonio sbagliato con separazione in casa visto che nessuno dei due godiamo di una situazione economica agiata. 
Il reddito di cittadinanza per me è una piccola luce in fondo a un tunnel dal quale riesco a vedere un po di luce. 
I miei ragazzi sono disoccupati e hanno lavorato sempre con piccoli lavori e per pochi mesi. Senza tenere conto che nessuno ti vuole assumere e darti tutti i diritti. 
È una vergogna anche che io non possa fare il laser al volto perché non ho un lavoro e prima andavo all’ idi mi ricoveravo per fare il laser. Ora anche questo beneficio mi è stato tolto. Si paga e io non posso permetterlo. L’ angioma mi ha portato tanti problemi anche ai denti e porto una protesi. Non posso accedere a un impianto perché non ho un lavoro. Non ho mai avuto niente dallo stato, mi sono sempre guadagnata da vivere con lavori umili e sottopagati. Ora che mi hanno accettato il beneficio. Spero in un lavoro anche se ho 53 anni. E lo stesso spero per i miei figli. Non so come si possa pensare che non sia un buon inizio per tante persone. La dignità non si compra ma non è giusto toglierla. Buona serata e grazie e mi scusi per il mio sfogo”.
Massimo N: “Dopo 12 anni di disoccupazione, privo di qualsiasi tipo di ammortizzatore sociale perche dopo nove mesi di assegno di disoccupazione finisce tutto e, negli anni precedenti aver lavorato da sguattero, magazziniere per neanche mille euro al mese mai percepiti perché l’azienda era in crisi; e anni di lavoracci  umilianti, degradanti pure essendo una persona pluri qualificata e specializzata: dimenticato dalle istituzioni,  adesso che, a 50 anni suonati, vedo realizzare un piccolo aiuto concreto (400€ ) di RDC, senza casa (ho un comodato d’uso scaduto- tra un po vengo buttato fuori io e mia moglie con mia figlia , tre disoccupati), dovrei sentirmi dire che sono un parassita da p? arte dei  partiti del nord Italia?
Adesso che in 50 anni mi vedo riconoscere un misero aiuto dovrei vedermelo sottrarre? Ed essere risucchiato peggio ancora della miseria piu nera?
Oltre tutto sono un cittadino attivo.
Lavoro gratis nel pubblico soccorso sanitario e non mi viene riconosciuto uno spicciolo….sono un parassita?

Perché scrivete ogni giorno. Fino all’asfissia articoli sul provvedimento? Ci avete stancati. Basta”.
Max I.: “Salve.ho ricevuto il rdc con l importo che mi spetta… da pochissimo tempo…per me che non supero i 400  euro al mese…ma.sono di meno, mi aiutano tanto essendo disoccupato non capisco come facciano queste persone a rifiutare questo aiuto infatti spero che ora tutti quelli come me siano collegati al mondo del lavoro perché io almeno di un lavoro ne ho bisogno e non vedo l’ ora!in 33 anni è il primo governo a fare qualcosa per noi giovani! Quindi grazie mille a Di Maio.Veramente grazie…spero che continui così….finalmente una speranza per un futuro migliore …grazie! “

Silvio O.: “Buongiorno.

Ho compiuto sessant’anni pochi mesi fa.
Ho subito da dipendente nel 2004 il fallimento dell’ultima azienda per cui lavoravo ricoprendo un ruolo di responsabilità in ambito progetti informatici.
Ho percepito ammortizzatori sociali dal 2005 al 2008 (Cigs Straordinaria a zero ore più due anni di mobilità), di fatto poi il nulla. 
Qualche corso di riqualificazione per disoccupati, poi solo collaborazioni a progetto.
Dal 2011 al 2014 ho dovuto aprire partita IVA per poter lavorare come procacciatore d’affari a rimborso spese e provvigioni.
Dal 2015 ad oggi ho rimediato un paio di contratti, il primo nel 2016 in un call center di un mese e mezzo e nel 2018 tramite la CARITAS come segretario part time in uno studio medico per un paio di mesi, concluso prima del termine del periodo di prova a seguito di una valutazione costi benefici ritenuta antieconomica da parte del datore di lavoro.
Ho fatto domanda per il REI ad Aprile 2018 ma ho ottenuto solamente 85,63€ di sussidio mensile proprio per aver dichiarato il reddito da lavoro del 2016….
A marzo di quest’anno ho presentato domanda per il reddito di cittadinanza che mi è stata accolta ed ora percepisco 500€ mensili, non avendo diritto al contributo affitto di 280€ in quanto senza lavoro ed essendo stato sfrattato nel 2015, ospite a tutt’oggi in un monolocale generosamente concesso da parenti.
Cosa aggiungere?
Benvenuto RDC. 
Cordialità”. 

Pochi spicci per il reddito di cittadinanza e tanta rabbia

Ma non è tutto oro quello che luccica. Per tanti che ora tirano un sospiro di sollievo, ce ne sono altri che hanno ricevuto molto meno del previsto e si sentono presi in giro dal governo.

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Claudia P. : “Ho ricevuto un reddito di cittadinanza di 40 euro 2 adulti e un minore io disoccupato dal 2011 e il mio compagno lavora stagionalmente e un bambino di 4 anni probabilmente rinuncerò anche io“.

Carlo F.: “Mi hanno versato la bellezza di 90 euro, secondo voi con mia mamma che prende 630 euro di pensione e ne paga 400 Di affitto nn vi sembra un po una presa in giro“.

Flaminio F.: “3 adulti un bimbo di 5 anni AFFITTO di 450 euro mi anno dato il reddito euro 100 che schifo”.

Anonima: “Buongiorno, ho letto il vostro articolo e vorrei raccontare la mia esperienza relativa al reddito di cittadinanza, a patto che non riveli il mio nome.
Premetto che la mia storia è molto complessa e che come il precedente sussidio Rei anche il RdC viene assegnato per nucleo famigliare, quindi dipendo dal capofamiglia ovvero mia madre. 
Come per il Rei non ho avuto modo di esprimere la mia opinione: ho contattato l’INPS via e-mail e personalmente senza esito, ho contattato infine le assistenti sociali e anche esse mi hanno detto di non poter fare nulla.
Con il RdC è stato lo stesso: l’INPS non risponde e mia madre prende i soldi per tre persone, risultando sia io che mio fratello a carico, e mi sottrae completamente la mia parte. Non solo: da un mese ha deciso di sbattermi fuori casa lasciandomi senza soldi e senza casa ed essendo disoccupata e studentessa sono ospite e non tanto ben accetta.
In tutto questo ovviamente io ho deciso di denunciarla anche per tutto ciò che mi ha fatto e nel mese di luglio verrà condannata per stalking nei confronti dei vicini, quindi non potrà più percepire il RdC e lascerà anche mio fratello appena maggiorenne senza soldi.
In tutto questo dov’è la dignità di persona, di donna e di giovane che vuole concretamente entrare nel mondo del lavoro?”

La raccolta di queste storie non vuole rappresentare un giudizio politico sulla misura ma solamente fornire una fotografia che dia voce alle persone direttamente coinvolte dal reddito di cittadinanza in prima persona.

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