Chi ha iniziato a lavorare giovane può andare in pensione prima dei 60 anni?

Chi sono i cosiddetti lavoratori precoci e quando - e a quali condizioni - possono andare in pensione prima dei 60 anni.

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Ad oggi, uno dei requisiti richiesti per accedere alla pensione (di vecchiaia) rimane quello relativo al raggiungimento dell’età di 67 anni. Vi sono però delle eccezioni a questa regola, che possono variare da soggetto a soggetto. Si tratta, in pratica, di casi particolari che permettono l’uscita anticipata dal mondo del lavoro, ma solo se in presenza di terminate condizioni o al verificarsi di specifici eventi. Possono per esempio andare in pensione anticipatamente, a prescinderà dall’età anagrafica raggiunta, i cosiddetti “lavoratori precoci“, ovvero coloro i quali hanno iniziato a lavorare molto giovani.

Lavoratori precoci, la definizione

Il pensionamento anticipato riconosciuto alla categoria dei lavoratori precoci viene definito “Quota 41“, per il numero di anni contributivi richiesti per avere accesso all’indennità Inps. Ma, prima di passare in esame modalità di accesso e richiesta, è bene definire chi sono i lavoratori precoci e quando possono essere definiti tali.

Si considerano precoci i lavoratori che possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età e perfezionano, entro il 31 dicembre 2026, 41 anni di contribuzione.

In pensione prima dei 60 anni: come funziona Quota 41 per i lavoratori precoci

L’inizio dell’attività lavorativa e il raggiungimento del cumulo degli anni contributivi non sono gli unici requisiti richiesti per accedere a Quota 41. Il pensionamento anticipato, infatti, in questi casi spetta solo ai lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria, alle forme sostitutive o esclusive della medesima, in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, che possono far valere 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età e che si trovano in una delle seguenti condizioni:

  • stato di disoccupazione o inoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e conclusione integrale della prestazione per la disoccupazione da almeno tre mesi;
  • invalidità superiore o uguale al 74% accertata dalle competenti commissioni mediche per il riconoscimento dell’invalidità civile;
  • hanno svolto attività particolarmente faticose e pesanti – così come definite dal legislatore – o attività usuranti;
  • sono lavoratori dipendenti che hanno svolto l’attività lavorativa cd. gravosa per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, ovvero, per almeno sei anni negli ultimi sette anni di attività.

Lo stesso trattamento spetta anche ai soggetti che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, legge 5 febbraio 1992, n. 104). Lo stesso vale per quelli che si occupano di un parente o un affine di secondo grado convivente, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 70 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Quota 41 e casi di incompatibilità

Per accedere al beneficio della riduzione del requisito contributivo per lavoratori precoci è necessario presentare una domanda di riconoscimento del beneficio entro il 1° marzo di ciascun anno e solo in caso di esito positivo, anche a seguito di verifica della relativa copertura finanziaria, presentare la domanda di pensione anticipata. Eventuali domande di riconoscimento del beneficio presentate successivamente al 1° marzo di ciascun anno, comunque non oltre il 30 novembre, sono prese in considerazione soltanto in caso residuino le risorse finanziarie.

Il requisito contributivo di 41 anni può essere perfezionato, su domanda dell’interessato, anche cumulando vari periodi assicurativi.

La pensione anticipata con requisito ridotto per i lavoratori cd. precoci, a far data dalla sua decorrenza, non è comunque cumulabile con redditi da lavoro subordinato o autonomo prodotti in Italia o all’estero per il periodo di anticipo rispetto ai requisiti vigenti per la generalità dei lavoratori.

Il beneficio non è cumulabile anche con altre maggiorazioni previste per lo svolgimento delle medesime attività lavorative, mentre non c’è incompatibilità con le maggiorazioni cd.

di status di cui all’articolo 80, comma 3, legge 23 dicembre 2000, n. 388.

In pensione prima dei 60 anni per i lavoratori precoci: come fare domanda per Quota 41

La domanda per Quota 41 può essere presentata online all’Inps attraverso il servizio dedicato dai lavoratori precoci (in possesso dei requisiti richiesti). In alternativa, gli stessi possono rivolgersi ad un patronato o ad un intermediario abilitato dall’Istituto. La richiesta, infine, può essere inoltrata anche tramite Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.

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