Cessione del credito e sconto in fattura: posso fare entrambi?

Il Decreto Rilancio 34/2020 ha introdotto due opzioni alternative alla detrazione fiscale per il Superbonus 110%: la cessione del credito e lo sconto in fattura.

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Il Decreto Rilancio 34/2020 ha introdotto due opzioni alternative alla detrazione fiscale per il Superbonus 110%: la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Il Decreto Rilancio 34/2020 ha introdotto due opzioni alternative alla detrazione fiscale per il Superbonus 110%: la cessione del credito e lo sconto in fattura. Queste due opzioni sono valide anche per Ecobonus, Sismabonus, Bonus Ristrutturazione e Facciate.

Sconto in fattura e cessione del credito rappresentano due possibilità di scelta vantaggiose, in particolare per gli incapienti (con reddito basso o privi di reddito) che non potrebbero beneficiare della detrazione fiscale in dichiarazione. Risultano, comunque, convenienti per qualsiasi contribuente che non intenda aspettare 10 anni per fruire della detrazione dell’intera spesa.

Un lettore ci chiede:

“Salve, se la ditta accetta metà dello sconto in fattura per il bonus 110, posso cedere alla banca l’altra metà?”

Si può scegliere solo lo sconto in fattura o solo la cessione del credito per l’intero importo delle spese ammesse al bonus? Oppure è possibile fruire per una quota dello sconto in fattura e per l’altra quota della cessione del credito?

Differenza tra cessione del credito e sconto in fattura

Ricordiamo la differenza sostanziale tra cessione del credito e sconto in fattura.

Lo sconto in fattura permette di abbattere il costo degli interventi direttamente dalla ditta edile fino ad un importo non superiore al costo dei lavori. Il Superbonus 110% può, al massimo, pareggiare l’importo complessivo dei costi sostenuti per i lavori e si perderebbe il 10% che, invece, è recuperabile tramite detrazione fiscale nella dichiarazione.

Con la cessione del credito il contribuente cede la detrazione fiscale ad un ente terzo (banca, agenzia finanziaria, fornitori di beni, società, ecc.) facendosi rimborsare fino ad un importo massimo equivalente alla somma che avrebbe altrimenti detratto nella dichiarazione dei redditi.

La cessione del credito comporta il pagamento effettivo dei lavori da parte del contribuente (regolarmente fatturati e versati tramite bonifico) e la stipula di un accordo finanziario per cedere la detrazione alla banca.

Quest’ultima avvierà un piano di rimborso per restituire al contribuente la quota corrispondente alla detrazione.

Ovviamente, per fruire di queste due opzioni alternative alla detrazione fiscale, il contribuente deve trovare la disponibilità della ditta edile (per lo sconto in fattura) o della banca (per la cessione del credito).

Indipendentemente dall’opzione scelta, il contribuente dovrà comunicarlo in via telematica all’Agenzia delle Entrate.

Sconto in fattura parziale: si può cedere l’altra metà alla banca?

Rispondiamo al lettore che ci pone il quesito: “se la ditta accetta metà delle sconto in fattura per il Bonus 110, posso cedere l”altra metà alla banca?.

Lo sconto in fattura può essere pari o riguardare solo una quota della spesa, non necessariamente la somma totale. Se la ditta che esegue i lavori accetta lo sconto in fattura parziale (metà dell’importo complessivo delle spese), il contribuente può utilizzare la quota restante sia in forma di detrazione fiscale sia come cessione del credito. Ha chiarito questo dettaglio la circolare 24/2020 dell’Agenzia delle Entrate.

La risposta, quindi, è sì, si può cedere l’altra metà alla banca per la cessione del credito.

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