Cessione credito, il visto di conformità resta a carico del committente? Contro questo costo nascosto anche i commercialisti

Il visto di conformità e l’asseverazione necessari nell’ambito del bonus casa per lavori edili, ad oggi, non sono detraibili

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Cessione credito, i commercialisti chiedono la detraibilità del visto

Continua la questione sulla detraibilità delle spese relative al visto di conformità e dell’asseverazione nel campo dei bonus casa per i lavori edili. A scendere in campo, in questi giorni, è il CNDCEC (Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) nel corso dell’audizione parlamentare del 19 novembre 2021.

Andiamo con ordine.

Cessione del credito e sconto: cosa cambia dal 12 novembre 2021

Al fine di contrastare le frodi nel campo delle agevolazioni fiscali emerse negli ultimi mesi nel campo dei bonus fiscali per i lavori sulla casa, il legislatore ha emanato il decreto – legge n. 157 del 2021, con cui:

  • ha esteso l’obbligo di acquisire il visto di conformità e l’asseverazione attestante la congruità delle spese ai lavori, anche nell’ipotesi in cui si opti per lo sconto in fattura o cessione del credito a fronte di bonus fiscali sulla casa diversi dal 110% (quindi, bonus ristrutturazione, bonus facciate, ecc.)
  • inoltre, estende l’obbligo del visto anche laddove si decida di godere del 110% nella forma della detrazione fiscale in dichiarazione de redditi (tranne il caso in cui la dichiarazione sia presentata direttamente dal contribuente o tramite sostituto d’imposta).

Le novità sono in vigore a decorrere dalle spese sostenute dal 12 novembre 2021.

Nel campo del bonus 110%, ricordiamo che la normativa già prevedeva obbligo di visto di conformità in caso di opzione per sconto o cessione e l’obbligo dell’asseverazione laddove si tratti di lavori di riqualificazione energetica o antisismici.

Cosa chiedono i commercialisti

L’estensione dell’obbligo di acquisire il visto di conformità e l’asseverazione attestante la congruità delle spese ai lavori, anche nell’ipotesi in cui si opti per lo sconto in fattura o cessione del credito a fronte di bonus fiscali sulla casa diversi dal 110%, ha come conseguenza il sostenimento di un costo aggiuntivo per i contribuenti.

Infatti, acquisire le predette attestazioni significa dover pagare il professionista che li rilascia. Onere questo che il legislatore, tuttavia non include tra le spese ammesse allo sgravio fiscale.

A fronte di ciò, dunque, il CNDCEC, nell’audizione parlamentare di qualche giorno fa, ha proposto che anche tali spese possano essere considerate tra quelle detraibili. La ratio di tale richiesta è quella di non far gravare sul beneficiario dei bonus casa questo ulteriore onere legato ad un nuovo obbligo che il legislatore ha voluto introdurre.

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