Cessione bonus ristrutturazione: niente visto di conformità

Non è necessario alcun visto di conformità sui documenti del bonus ristrutturazione.

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Non è necessario alcun visto di conformità sui documenti del bonus ristrutturazione.

Per la cessione della detrazione Irpef spettante per lavori di ristrutturazione non rientranti nel superbonus al 110%, non è necessario il visto di conformità del commercialista. Visto di conformità che, per il 110%, attesta il la presenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione.

 

La documentazione necessaria è quella ordinariamente richiesta per indicare la detrazione in dichiarazione.

 

Ecco in chiaro come è possibile cedere il bonus ristrutturazioni senza incorrere ad accertamenti da parte del Fisco.

Il bonus ristrutturazioni

Per gli interventi di ristrutturazione, art.16-bis del DPR 917/86, TUIR, spetta una detrazione Irpef del 50% su una spesa massima di 96.000 euro.

 

Tale detrazione spetta in 10 quote annuali di pari importo e anno per anno e utilizzabile fino a copertura dell’Irpef dovuta.

 

Ad ogni modo sono agevolabili i lavori di:

 

  • manutenzione straordinaria,
  • di restauro e risanamento conservativo e
  • di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari.

 

La manutenzione ordinaria è agevolata solo se effettuata sulle parti comuni degli edifici.

Sono esempi di lavoro per i quali spetta la detrazione del 50%: l’installazione dell’ascensore, il rifacimento delle scale, l’eliminazione della barriere architettoniche, la rimozione dell’eternit ecc.

 

Anche per tali lavori è possibile cedere la detrazione spettante (art.121 D.L. 34/2020).

La cessione del bonus: non solo per il 110%

La possibilità di cedere la detrazione spettante per lavori effettuati sugli immobili residenziali non riguarda solo il super bonus al 110%. Stessa cosa dicasi per lo sconto in fattura praticato dal fornitore dei lavori.

 

Super bonus introdotto dal D.L. 34/2020, decreto Rilancio. Difatti per i lavori di risparmio energetico e di riduzione del rischio sismico spetta una detrazione del 110% .

 

In particolare, in alternativa alla detrazione, il contribuente può optare:

 

  • per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura) o
  • per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

 

La cessione può essere disposta in favore:

  • dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi
  • di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
  • di istituti di credito e intermediari finanziari.

 

I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.

Le ulteriori detrazioni cedibili

Nello specifico, la cessione della detrazione sotto forma di credito d’imposta o lo sconto in fattura riguarda gli interventi:

  1. recupero del patrimonio edilizio (interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento, ristrutturazione edilizia ecc);
  2. riqualificazione energetica rientranti nell’ecobonus( sostituzione degli impianti di riscaldamento o delle finestre comprensive di infissi ecc);
  3. adozione di misure antisismiche rientranti nel sismabonus;
  4. recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna(bonus facciate);
  5. installazione di impianti fotovoltaici, compresi quelli che danno diritto al Superbonus 110%
  6. installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, compresi quelli che danno diritto al Superbonus 110%.

E’ dunque ammessa anche la cessione del bonus ristrutturazione.

 

Per il solo 110%, ai fini della cessione o dello sconto, è richiesto  il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione. Il visto attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus. Inoltre, sempre per il 110% è richiesta l’asseverazione tecnica. Asseverazione con la quale i tecnici che hanno seguiti i lavori attestano il rispetto dei requisiti tecnici degli interventi effettuati nonché della congruità delle spese sostenute.

 

L’asseverazione è necessaria anche per indicare il superbonus 110% in dichiarazione.

La documentazione necessaria: cessione bonus ristrutturazione

Tale documentazione non è richiesta per i lavori di ristrutturazione. Si pensi ad esempio al rifacimento dell’impianto idraulico. Intervento escluso dal 110%.

 

Per cedere la detrazione per lavori di ristrutturazione, di quale documentazione ho bisogno?

 

La documentazione è individuata dal provvedimento, Agenzia delle entrate, Prot. n. 2011/149646 del 2011.

 

Ai fini della cessione o dello sconto in fattura colui che ha diritto al bonus ristrutturazione deve conservare:

  1. domanda di accatastamento, se l’immobile non è ancora censito;
  2.  ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Imu), se dovuta;
  3. delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi sulle parti condominiali;
  4. dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori del possessore dell’immobile, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi;
  5.  abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera).

Ad ogni modo, se si tratta di edilizia libera (non è necessaria alcun autorizzazione amministrativa) è necessaria una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. Dichiarazione in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

Difatti, tale documentazione si aggiunge alla ricevuta del bonifico e alle fatture relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione.

 

Non è necessario alcun visto di conformità.

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