Cervelli in fuga: se rientrano pagano meno tasse

Sconto Irpef del 30% per i laureati che rientrano in Italia: basterà a convincere i cervelli in fuga a tornare in patria?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Sconto Irpef del 30% per i laureati che rientrano in Italia: basterà a convincere i cervelli in fuga a tornare in patria?

Cervelli in fuga: neo laureati che emigrano, a volte anche controvoglia, per fare carriera all’estero. Germania, Regno Unito, Olanda e Irlanda le mete più ambite in Europa ma alcuni guardano anche oltreoceano agli Stati Uniti, all’Asia e all’Australia. Dopo qualche anno la voglia di tornare si fa sentire ma la pressione fiscale scoraggia. E su questo punta il governo che ora propone uno sconto del 30% sull’Irpef a chi, dopo l’esperienza di lavoro all’estero, decide di tornare in Italia.

Agevolazioni laureati: il ritorno dei cervelli in fuga?

L’agevolazione, contenuta nel decreto fiscale sull’internazionalizzazione delle imprese, è riservata ai lavoratori “con qualifiche elevate” che riportano la residenza nel territorio dello Stato italiano dopo un periodo di cinque anni all’estero. Lo sconto del 30% sull’Irpef vale cinque anni dal rientro.   Nel quadro più ampio di interventi si inseriscono anche altre misure per rendere più trasparente il quadro normativo per i potenziali investitori, tra cui ad esempio i provvedimenti sulla certezza del diritto e sulla fatturazione elettronica. Ma basterà questo a convincere i cervelli in fuga a tornare in Italia? Non è la prima volta a ben vedere che il governo italiano tenta questa strada, a dire il vero senza grandi risultati.

Cervelli in fuga: chi sono i laureati che scappano

Convincere i cervelli in fuga a fare rientro però non sarà facile. Secondo i numeri dell’ultimo rapporto AlmaLaurea il 41% dei laureati emigrati all’estero considera improbabile questa eventualità mentre il 39% lo definisce almeno poco probabile. Ma per il governo convincere i giovani laureati a tornare in Italia appare come un investimento necessario. Secondo l’Ocse per diplomi e lauree si spendono 164 mila dollari (circa 124 mila euro). Cui prodest se poi dopo la laurea questo investimento dà i suoi frutti altrove? Dal 2002 al 2011 sono stati più di 68 mila i giovani laureati che hanno deciso di trasferirsi all’estero.

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Argomenti: Giustizia