Certificazione compensi 2011: 28 febbraio scadenza termine invio

La dichiarazione annuale Iva può invece essere presentata a partire dall'1 febbraio 2012

di Roberto Franchini, pubblicato il
La dichiarazione annuale Iva può invece essere presentata a partire dall'1 febbraio 2012

Come di consueto, entro il prossimo 28 febbraio 2012, i sostituti d’imposta devono consegnare o spedire ai percipienti la certificazione compensi che attesta l’effettuazione delle ritenute fiscali e contributive operate nel corso dell’anno 2011.  

RITENUTA ACCONTO CONDOMINIO SEGUE REGOLE TRADIZIONALI

Tali certificazioni riguardano, in particolare, i compensi corrisposti ai lavoratori autonomi, abituali o occasionali, agli intermediari di commercio nonché le ritenute di acconto a carico del condominio per contratti di appalto di opere o di servizi e delle ritenute di acconto a carico delle Banche e delle Poste Italiane trattenute al momento dell’accredito ai beneficiari dei bonifici relativi all’esecuzione di lavori che fruiscono delle detrazioni del 36% e del 55%.  

CERTIFICAZIONE COMPENSI SOGGETTI A RITENUTA D’ACCONTO: COME REDIGERE IL MODELLO

Le certificazioni di cui trattasi sono redatte in forma libera, ossia, non sono previsti moduli o modelli particolari; è però necessario che riportino:

  • i dati identificativi del sostituto di imposta (che sottoscrive la certificazione);
  • i dati identificativi del soggetto che ha subito la ritenuta (percipiente);
  • la causale del versamento (es. prestazioni di consulenza, provvigioni, ecc.);
  • l’importo delle somme corrisposte, con indicazione di quelle non imponibili;
  • l’ammontare delle ritenute operate;
  • l’ammontare degli eventuali contributi previdenziali trattenuti (ad esempio Gestione separata Inps, Enasarco, ecc.);
  • il periodo di erogazione del compenso, ai fini del controllo della tempestività del versamento della ritenuta.

RIMBORSO CREDITO IVA 2011: OBBLIGO COMPILAZIONE QUADRO VR

I contribuenti che intendono richiedere il rimborso del credito IVA risultante dalla dichiarazione annuale, devono compilare il quadro VR. A tal fine, è necessario trasmettere con sollecitudine, ed in via telematica, la dichiarazione annuale Iva in forma autonoma. Lo scorso 28 gennaio 2011 l’Agenzia delle Entrate, con apposito provvedimento, ha definito le tempistiche per fornire all’agente della riscossione la documentazione relativa alla prestazione della garanzia. In particolare, è stato stabilito che:

  • entro 10 giorni dall’invio telematico della dichiarazione annuale Iva contenente il quadro VR, l’Agenzia delle Entrate dovrà inoltrare all’agente della riscossione i dati relativi alla richiesta di rimborso;
  • nei successivi 10 giorni, il concessionario della riscossione richiederà al contribuente la garanzia (di solito una fideiussione) ovvero, in alternativa, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, qualora il contribuente sia ritenuto “contribuente virtuoso”.

Alla luce di quanto sopra, si ricorda che la dichiarazione annuale Iva relativa all’anno 2011 può essere presentata a partire dal 1° febbraio 2012. E’ importante precisare che il rimborso del credito iva è, di norma, consigliato a quei soggetti che si trovano strutturalmente a credito iva e che tale credito sia comunque superiore ai versamenti periodici che presumibilmente dovranno essere effettuati nell’anno in corso.   In ogni caso, si ricorda che il rimborso compete solo se il credito annuale è di importo superiore ad euro 2.582,28. Il predetto limite non sussiste qualora il contribuente abbia cessato l’attività nel corso dell’anno 2011 o qualora la somma chiesta a rimborso sia la minore eccedenza a credito dell’ultimo triennio.  

RIMBORSO CREDITO IVA ANNUALE QUANDO E’ POSSIBILE FARE LA RICHIESTA

Qui di seguito, si riportano (in via sintetica) le fattispecie al presentarsi delle quali è possibile richiedere il rimborso annuale dell’Iva:

  • in caso di cessazione dell’attività nel corso dell’anno 2011;
  • quando l’aliquota media  sugli acquisti è superiore a quella sulle vendite (con uno scarto di almeno il 10%);
  • quando si sono effettuate operazioni non imponibili (artt. 8, 8-bis e  9 del DPR 633/72; artt. 41 e 58 del D.L. 331/93; artt. 71 e 72 DPR 633/72; art. 50-bis, co. 4, lett. f) del D.L. n.331/93) per un ammontare superiore al 25% dell’ammontare complessivo di tutte le operazioni effettuate nel 2011;
  • quando si sono effettuati acquisti e importazioni di beni ammortizzabili e di beni e servizi per studi e ricerche;
  • in relazione ad esportazioni ed altre operazioni non imponibili effettuate da produttori agricoli;
  • la minor eccedenza detraibile nel triennio (2009-10-11).

  I contribuenti che chiedono il rimborso dell’iva annuale, sono tenuti a prestare apposita garanzia (fideiussione o polizza fideiussoria). A tal fine,  si ricorda che sono esclusi da tale obbligo i contribuenti che:

  • hanno presentato richiesta di rimborso per un importo non superiore ad 5.164,57 euro;
  • chiedono a rimborso un importo non superiore al 10% del totale dei versamenti eseguiti sul conto fiscale nei due anni precedenti la data della richiesta, compresi i versamenti eseguiti mediante compensazione ed esclusi quelli conseguenti ad iscrizione a ruolo, dedotti i rimborsi già erogati;
  • sono considerati “virtuosi”.
  • A quest’ultimo fine, si ricorda che possono essere considerati “virtuosi” quei contribuenti che: sono strutturalmente a credito (per aliquota media, esercizio di attività non imponibili o non territoriali);
  • sono in attività da almeno 5 anni;
  • non hanno ricevuto avvisi di accertamento Iva “significativi”;
  • vedono il loro patrimonio netto non diminuito di oltre il 40% dall’ultimo bilancio approvato;
  • non hanno venduto beni immobili per oltre il 40% rispetto a quelli riportati nell’attivo dell’ultimo bilancio approvato, escluso per le società immobiliari;
  • la cui  attività non è cessata o non si è ridotta a seguito di cessioni di rami di aziende;
  • non hanno ceduto azioni per oltre il 50% del capitale, escluse le società quotate;
  • hanno eseguito tutti i versamenti dei contributi previdenziali ed assicurativi.

 

LIMITE CREDITO IVA COMPENSABILE: QUANDO NON SI APPLICA

Infine si ricorda che il limite massimo dei crediti d’imposta e dei contributi compensabili, ovvero rimborsabili tramite concessionario, è pari a 516.456,90 euro per ciascun anno solare ed indipendentemente dal periodo in cui il credito si è formato. Tale limite vale, complessivamente, sia per le compensazioni “orizzontali” (quindi tra imposte diverse), sia per le somme rimborsabili direttamente da parte dei concessionari della riscossione. Il limite non si applica per:

  • i crediti IVA trimestrali richiesti a rimborso all’Agenzia delle Entrate;
  • i crediti compensati con i debiti della stessa imposta, anche se la compensazione risulta indicata in F24;
  • i crediti d’imposta derivanti da agevolazioni e incentivi fiscali.

L’eventuale eccedenza di credito può essere richiesta a rimborso o riportata all’anno successivo.

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Argomenti: Redditi e Dichiarazioni, Aziende e Società