Certificato medico sportivo e detrazione: solo se si paga con carta

E' possibile detrarre la spesa sostenuta per il rilascio del certificato medico sportivo a condizione che il pagamento sia effettuato con bancomat, carte di credito e altri strumenti tracciabili.

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La spesa sostenuta per il rilascio di un certificato medico sportivo può essere scaricata dalle tasse al 19%. Ai fini della detrazione è necessario non pagare in contanti. Questo perché, l’ultima Legge di bilancio ha previsto che la detraibilità delle spese è subordinata al loro pagamento con strumenti tracciabili. Si pensi alle spese sanitarie, funebri, erogazioni liberali ecc.

 

Vanno bene dunque i pagamenti effettuati con le carte di credito, bancomat, assegni ecc.

 

Vediamo, a quali condizioni, è possibile detrarre le spese per il certificato medico sportivo.

La Legge di bilancio e l’obbligo di pagamento tracciabile per le spese detraibili

La Legge n°160/2019, Legge di bilancio 2020, al comma 679 dispone che:

 

«Ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento degli oneri indicati nell’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e in altre disposizioni normative spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241».

 

In pratica, le spese per le quali è ammessa la detrazione devono essere pagate con strumenti tracciabili: carta di credito, bancomat, assegni circolari e bancari ecc.

 

Difatti, se le pago in contanti non posso indicarli in dichiarazione dei redditi. Di conseguenza non possono più scaricare la spesa dalle tasse.

 

Ad ogni modo, i mezzi di pagamento utilizzati devono garantire:

 

la tracciabilità e l’identificazione del suo autore al fine di permettere efficaci controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria (Fonte risposta, Agenzia delle entrate, n° 431/2020.

L’unica eccezione all’obbligo di pagamento tracciato opera per:

 

  • l’acquisto di medicinali, dispositivi medici e
  • per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

La prova del pagamento tracciato

Individuato l’obbligo, è lecito chiedersi quale documentazione dobbiamo conservare per porci al riparo da eventuali controlli dell’Agenzia delle entrate.

 

A tal proposito, il rispetto dell’obbligo di utilizzo di strumenti tracciabili è dimostrato mediante prova cartacea della transazione/pagamento con:

 

  • ricevuta bancomat,
  • estratto conto,
  • copia bollettino postale o del MAV e dei pagamenti con PagoPA.

 

In mancanza, l’utilizzo del mezzo di pagamento «tracciabile» può essere documentato mediante l’annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale, da parte del percettore delle somme che cede il bene o effettua la prestazione di servizio.

 

Tali indicazioni sono state ribadite dall’Agenzia delle entrate, sempre nella risposta n°431/2020.

La detrazione per il certificato medico sportivo

Fatta tale importante ricostruzione, in merito al certificato medico sportivo, la spesa è detraibile. Essa rientra tra le spese sanitarie generiche detraibili al 19% per la parte delle spese sanitarie totali che eccede euro 129,11.

 

Infatti, nella circolare n° 19/e 2020, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che:

le spese mediche generiche sono quelle inerenti le prestazioni rese da un medico “generico”, oppure quelle rese da un medico specialista in branca diversa da quella correlata alla prestazione; rientrano tra tali spese anche quelle sostenute per il rilascio di certificati medici per usi sportivi (sana e robusta costituzione), per la patente, ecc.

Dunque, è ammessa la detrazione al 19% delle spese sostenute per il rilascio del certificato medico sportivo.

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