C’era una volta la bottega, Black Friday solo online

Black Friday solo online, commercianti furibondi. Confesercenti: passano al web 83 milioni di vendite al giorno, colpo di grazia ai negozi fisici.

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Black Friday solo online, commercianti furibondi. Confesercenti: passano al web 83 milioni di vendite al giorno, colpo di grazia ai negozi fisici.

C’era una volta la bottega. Il piccolo commerciante o artigiano sotto casa diventerà presto un tenue ricordo. Così titoleranno i giornali fra qualche anno quando l’e-commerce dominerà interamente il mercato. Inutile ricorrere una fumosa web tax per arginare il fenomeno: internet ha rivoluzionato e cambiato già da anni le abitudini dei consumatori.

La strada per i piccoli esercenti è ormai tutta in salita, debolmente legata solo a una generazione di consumatori destinata a scomparire. I giovani fanno shopping online. E’ più comodo, rapido, intuitivo, meno dispendioso e soprattutto più conveniente.

Piccoli commercianti destinati a scomparire

Lo sanno benissimo anche i piccoli e medi esercenti che, però, non possono che prendere atto del cambiamento imposto dall’era tecnologica. Chi può emigra sul web, anche nel piccolo. Chi resta attaccato alla bottega scomparirà. E non è solo colpa del lockdown. Semmai, il virus ha accelerato il cambiamento.

Così il Black Friday e Black Weekend, quest’anno, marcano davvero un periodo nero per il commercio. Le restrizioni imposte ai negozi, dalle chiusure forzate nelle regioni rosse e arancioni allo stop nel fine settimana imposto alle attività di gallerie e centri commerciali, rende impossibile alle imprese di vicinato partecipare all’evento promozionale. Evento che avrebbe salvato, almeno in parte, una tragica stagione.

S’è creato uno squilibrio concorrenziale che rischia di spostare dai negozi fisici al web 83 milioni di euro di vendite al giorno dall’inizio della settimana del Black Friday al termine degli sconti.

 

Abbigliamento e giocattoli i settori più colpiti

Lo stima Fismo, l’associazione delle imprese del commercio moda Confesercenti. La quale aggiunge che che è proprio la spesa in abbigliamento e accessori a subire il travaso più rilevante, con 25 milioni di euro al giorno di spesa delle famiglie dirottate verso il web.

Ma lo squilibrio concorrenziale ha un impatto significativo anche su giochi e giocattoli per ragazzi e bambini (20 milioni di euro trasferiti verso l’e-commerce ogni giorno), la tecnologia e gli elettrodomestici (15 milioni al giorno per entrambi i comparti), e la vendita di libri (circa 300.000 euro al giorno).

Abbiamo presentato un esposto all’antitrust per segnalare la grave distorsione della concorrenza che si è creata con le restrizioni anti-contagio. Mentre i negozi sono chiusi, il web agisce in condizioni di monopolio o quasi, è un problema che va risolto, soprattutto se le norme di contenimento dovessero essere prorogate“, spiega Fabio Tinti, Presidente nazionale di Fismo Confesercenti.

Black Friday solo online quest’anno

Una situazione che diventa esplosiva nella settimana del Black Friday, ormai diventato il maggiore evento promozionale dell’anno del commercio. E in particolare del commercio moda, dopo i saldi. Per ridurre il gap Fismo ha chiesto al governo di esercitare una moral suasion su piattaforme di e-commerce, grande distribuzione e negozi di vicinato per posticipare il Black Friday fino alla data di riapertura dei negozi.

Una soluzione che hanno già applicato in Francia, che non danneggia alcuno ma dà a tutti la possibilità di competere. Purtroppo è mancato l’accordo tra i rappresentanti delle imprese. E’ una grande delusione, così il cosiddetto venerdì nero sarà davvero un disastro per il commercio di vicinato, in particolare per la moda.

Abbiamo perso l’occasione per fare qualcosa di concreto per le imprese. È giusto ragionare sulla web tax, ma il dibattito si trascina da anni e il commercio aveva e ha bisogno di interventi urgenti. Migliaia di negozi rischiano di chiudere definitivamente i battenti tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, con gravi ripercussioni sull’occupazione e sulla vita di tutti. Per questo ci appelliamo ai consumatori. Dove possibile, scegliete un negozio di vicinato per i vostri acquisti, sostenete l’economia del vostro territorio“.

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