Cedolare secca sugli affitti, un flop da 5 miliardi di euro

Bocciata la cedolare secca che ha fatto perdere all'Erario 5 miliardi in 2 anni. Dopo la tassa sulle barche, un altro flop assicurato e il bilancio dello Stato si aggrava

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Bocciata la cedolare secca che ha fatto perdere all'Erario 5 miliardi in 2 anni. Dopo la tassa sulle barche, un altro flop assicurato e il bilancio dello Stato si aggrava

Cedolare secca sugli affitti un vero e proprio flop. A denunciarlo la Cgia di Mestre che indica l’aumento degli affitti in nero , quasi un milione in più boccia la cedolare secca che ha fatto perdere all’Erario circa 5 miliardi di euro in due anni.

 Cedolare secca su affitti: di cosa si tratta

La cedolare in questione è un’imposta che sostituisce quelle attualmente dovute sulle locazioni, una tassazione sulle locazioni alternativa a quella ordinaria. In sostanza essa è un’imposta sostitutiva dell’Irpef e le relative addizionali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo. Possono optare per il regime in questione le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (per esempio, usufrutto) su unità immobiliari abitative locate. L’imposta sostitutiva è pari al 21% calcolato sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti ovvero quella ridotta del 19% per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative.

 Cedolare secca convenienza assicurata?

Ebbene, abbiamo già avuto modo di affrontare in questa stessa sede la convenienza o meno della cedolare (si veda il nostro articolo  Cedolare secca: convenienza scarsa e incassi flop), ora invece ciò che si mette in luce da parte della Cgia di Mestre è la perdita di risorse per l’Erario, che si sente maggiormente in un momento storico-sociale come quello che viviamo. “È l’ennesima dimostrazione – dichiara Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – che il contrasto di interessi non funziona. Possiamo dare agevolazioni e sconti, ma la gente preferisce non pagare nulla piuttosto che pagare poco. Anziché continuare ad accanirsi su chi è conosciuto dal fisco, è necessario anche in questo caso concentrare l’attività di contrasto all’evasione su chi opera completamente in nero attraverso una più incisiva attività di intelligence”.

 Lo studio della Cgia di Mestre

Se non si può dire con assoluta certezza quanto “nero” sia emerso, la Cgia di Mestre  afferma però che il gettito della cedolare  è stato molto inferiore alle attese: 675 milioni di euro contro 3.194 milioni attesi per arrivare in circa due anni all’assenza di oltre 5 miliardi di euro. L’ennesimo buco nell’acqua insomma che fa perdere risorse allo Stato. Un po’ come è successo per la tassa sulle barche ( si veda il nostro articolo Tassa barche: ecco la cronaca di un fiasco annunciato), la tassa sui beni di lusso che doveva far rientrare risorse nelle casse erariali, ma così non è stato. Ed ecco che si allarga il buco nel bilancio pubblico.

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Argomenti: Cedolare secca