Cedolare secca: sarà prorogata l’aliquota al 10%?

Accordo trovato, il governo cambia i suoi piani e calma gli animi del popolo dei locatori. Vediamo di cosa si tratta.

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Tra diminuzione della pressione fiscale e necessità di nuove coperture finanziarie, il governo si trova ad un bivio.

Dopo la sonora sconfitta in Umbria, il governo giallo-rosso, o per meglio dire le anime dei due partiti di maggioranza, tentano il cambio di marcia.

L’aumento della cedolare secca non era stata digerita dalle basi dei 2 partiti di maggioranza. Il verbo di questo governo è sempre stato quello della riduzione della pressione fiscale, motivo per cui una simile proposta era da ritenersi inaccettabile, anche perché ciò avrebbe potuto aggravare la situazione, oggi tutt’altro che brillante, del mercato immobiliare.

Cedolare secca al 10% per locazioni a canoni calmierati

La “cedolare secca” è un regime facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile). In più, per i contratti sotto cedolare secca non andranno pagate l’imposta di registro e l’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. Il reddito assoggettato a cedolare:

– è escluso dal reddito complessivo;

– sul reddito assoggettato a cedolare e sulla cedolare stessa non possono essere fatti valere rispettivamente oneri deducibili e detrazioni.

Attualmente, l’imposta sostitutiva si calcola applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti, ma è prevista un’aliquota ridotta al 10% per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad alcune tipologie di abitazioni.

La nuova proposta in manovra

La cedolare secca al 10% non è una misura strutturale. La stessa sarebbe dovuta ritornare, a partire dall’1 gennaio 2020, al 15% come previsto dalla normativa originaria, ma dopo una serie di dibattiti, nelle sale del governo, si è ben pensato ad una sua proroga.

In realtà, come previsto in bozza del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020, l’aliquota sarebbe dovuta aumentare al 12,5%.

Fortunatamente, per locatori e conduttori, è arrivato il tempo del sospiro di sollievo. La vicenda si conclude, almeno fino ad ora, con un lieto fine.

Arriva nella serata di ieri l’accordo del governo di modifica in manovra di questa precedente proposta.

L’aumento dell’aliquota della cedolare secca sugli affitti abitativi a canone calmierato non ci sarà.

Probabilmente, il Governo, per via di questa modifica dell’ultim’ora, avrà bisogno di trovare altre coperture finanziarie, che potrebbero arrivare dalla nuova tassa sulla fortuna.

In ogni caso staremo a vedere cosa verrà riportato nei testi definitivi.

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