Cedolare secca: sanzioni illegittime richieste per i contratti vecchi

Caos dopo la nota dell’Agenzia delle Entrate: per i contratti antecedenti al 7 aprile 2011 non è obbligatorio il modello 69

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Caos dopo la nota dell’Agenzia delle Entrate: per i contratti antecedenti al 7 aprile 2011 non è obbligatorio il modello 69

Ha creato scompiglio la nota pubblicata ieri, 14 febbraio 2013, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha risposto al quesito sollevato dal Sole 24 Ore relativamente al mancato rispetto della circolare 20/E/2012 sulla cedolare secca da parte di alcuni uffici territoriali che hanno richiesto sanzioni in mancanza del modello 69 (che invece non è obbligatorio).

 

 

 

Contratti vecchi: la disciplina pre e post 7 aprile 2011

 

Lo spartiacque è rappresentato dalla data in vigore della cedolare secca, un’alternativa che, nelle intenzioni del legislatore, avrebbe dovuto far risparmiare tempo e denaro  (Cedolare secca sugli affitti, un flop da 5 miliardi di euro) e che invece si sta rivelando un flop.

Per i nuovi contratti, quelli post 7 aprile 2011, la legge infatti stabilisce che l’opzione, dichiarata con il modello Siria o con il modello 69, resta in automatico valida per tutta la durata del contratto.

Ma il problema interpretativo sorge per i contratti già in essere alla data di entrata in vigore della tassa piatta: originariamente la circolare 26/E/2011 aveva previsto che la dichiarazione della scelta l’opzione della cedolare contenuta nell’Unico 2012 o nel 730/2012 avesse validità per una sola annualità. Sorgeva così l’obbligo di confermare l’adesione al regime della cedolare secca per le successive annualità mediante compilazione del modello 69. Pena in caso di inadempienza era il ritorno automatico al regime ordinario Irpef precedente.

 La circolare dell’Agenzia delle Entrate 20/E/2012 era però intervenuta sul punto riconoscendo la disparità di trattamento e ammettendo che la dichiarazione potesse avere durata pari al contratto di locazione, salvo revoca espressa, anche per i contratti ante 7 aprile 2011.

Il cambio di rotta nell’interpretazione non è stato però accolto in maniera omogenea in tutti gli uffici territoriali: in alcuni di essi (ad esempio a Grosseto, Viterbo e Milano) quindi continua ad essere richiesta la presentazione del modello 69 tardiva con remissione in bonis sulla base della circolare 26/E/2011 (con applicazione di mora per le violazioni formali di 258 euro). La nota divulgata ieri, 14 febbraio 2013, serve proprio a ribadire l’uguaglianza di trattamento per i contratti nuovi e quelli antecedenti al 7 aprile 2011.

 L’Agenzia delle Entrate ha quindi confermato che io contribuenti che hanno optato per la cedolare secca, segnalandolo nel 730 o in Unico 2012, non devono ribadire la scelta nel modello 69 neppure se il contratto di locazione era stato registrato prima del 7 aprile 2011. Resta invece fermo l’obbligo del contribuente di informare l’affittuario, per mezzo di raccomandata, dell’opzione per la tassa piatta con conseguente rinuncia agli aggiornamenti contrattuali.

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Cedolare secca

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.