Cassa Integrazione, SURE: all’Italia più di 27 miliardi di euro dalla Ue

In arrivo i fondi SURE dalla Ue per finanziare la cassa integrazione. All’Italia la fetta più grossa, ma attenzione: si tratta di soldi che andranno restituiti.

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In arrivo i fondi SURE dalla Ue per finanziare la cassa integrazione. All’Italia la fetta più grossa, ma attenzione: si tratta di soldi che andranno restituiti.

In arrivo il sostegno finanziario dalla Ue per la cassa integrazione. Attraverso l’attivazione del SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency), l’Italia riceverà presto  importanti aiuti economici.

SURE, all’Italia 27,4 miliardi di euro

Il programma SURE, attivato dall’Unione Europea con una dotazione iniziale da 81,4 miliardi di euro sta quindi per essere attivato. All’Italia spetterà la quota più alta, fra i 15 Paesi beneficiari, di aiuti per 27,4 miliardi di euro a sostegno dell’occupazione. In altre parole i fondi serviranno per pagare i milioni di ore di cassa integrazione già autorizzati dall’Inps.

Più nello specifico, i fondi messi a disposizione dalla Ue concorreranno a coprire i costi connessi all’istituzione ed estensione delle misure adottate a sostegno della riduzione dell’orario di lavoro. Ma anche per sostenere la perdita di lavoro da parte degli autonomi che il governo ha realizzato con l’erogazione di specifici bonus.

Come funziona il SURE

Il meccanismo europeo di supporto all’occupazione si basa su prestiti a lungo termine e a tasso agevolato. Non si tratta di soldi a fondo perduto. Il SURE verrà finanziato attraverso l’emissione di obbligazioni europee e le quote prestate ai singoli Paesi dovranno essere restituite. Si tratta quindi di un valido supporto alla liquidità, ma pur sempre di un prestito oneroso. A conti fatti l’Italia ne trarrà comunque beneficio in termini di costi, come ha puntualizzato il ministro all’Economia Roberto Gualtieri:

grazie a questo finanziamento, realizzato attraverso l’emissione di titoli comuni europei, il risparmio per le casse dello Stato nell’arco dei 15 anni di maturità può essere stimato in oltre 5 miliardi e mezzo di euro”.

Resta da attendere ancora l’approvazione da parte del Consiglio Ue per dare corso al sostegno finanziario ai Paesi membri. I tempi sembrano ormai maturi, occorre solo che i singoli Stati si impegnino a garantire le emissioni obbligazionarie per la raccolta dei fondi da destinare all’occupazione.

Come l’Italia spenderà i soldi del SURE

Come spenderà l’Italia i soldi del Sure? Non vi è un’indicazione precisa da parte della Ue se non quella di utilizzare i fondi per il sostegno dell’occupazione. Tuttavia il governo fa sapere che i soldi serviranno a coprire le spese già fatte con i decreti Cura Italia e Rilancio di marzo e maggio e quelle che verranno con il decreto di Agosto. In sostanza, per la cassa integrazione, i congedi parentali, i voucher babysitter, la sanificazione nei luoghi di lavoro, i permessi ai lavoratori disabili e tutti i bonus erogati: autonomi, colf e badanti, agricoli, sportivi, frontalieri. La fetta maggiore sarà assorbita dalla cassa integrazione ordinaria e in deroga per oltre la metà della dotazione finanziaria riservata all’Italia.

Pro e contro del SURE

Se da un lato il SURE è visto come un toccasana per l’Italia, dall’altro bisogna prestare molta attenzione a come lo si utilizza. L’assistenza finanziaria assumerà infatti le vesti di un prestito finanziario a tassi molto bassi, ma si tratta pur sempre di capitali che dovranno essere restituiti nel tempo. Per un paese come l’Italia, già profondamente indebitato, il ricorso al SURE è quindi da maneggiare con cautela. Anche se la dotazione riservata al nostro Paese per l’emergenza pandemia è la più alta di tutti.

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