Cassa integrazione straordinaria soppressa dal 2013

Al posto della cassa integrazione straordinaria e solo per aziende con più di 15 dipendenti verrà istituito un Fondo di solidarietà. Le novità introdotte dalla riforma del lavoro Fornero alla disciplina sugli ammortizzatori sociali

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Al posto della cassa integrazione straordinaria e solo per aziende con più di 15 dipendenti verrà istituito un Fondo di solidarietà. Le novità introdotte dalla riforma del lavoro Fornero alla disciplina sugli ammortizzatori sociali

Cassa integrazione straordinaria in restyling dal 2013 con la riforma Fornero che ha modificato gli ammortizzatori sociali. Vediamo le novità principali.

Riforma ammortizzatori sociali

Una riforma a 360 gradi degli ammortizzatori sociali con l’introduzione dell’Aspi, come nuova indennità di disoccupazione (si veda il nostro articolo Aspi: in vigore dal 2013 la nuova indennità di disoccupazione), e che tocca anche la cassa integrazione straordinaria, la Cigs. Mentre la cassa integrazione ordinaria non subirà modifiche, discorso diverso dovrà farsi per la cassa integrazione straordinaria, la Cigs.

Cassa integrazione straordinaria: cos’è

Innazitutto è bene ricordare che essa si qualifica come una prestazione economica erogata dall’Inps per integrare o sostituire la retribuzione dei lavoratori al fine di fronteggiare gravi situazioni di eccedenza occupazionale che potrebbero portare a licenziamenti di massa, spettante in particolare a operai, impiegati, quadri, soci e non soci di cooperative di produzione e lavoro, lavoratori poligrafici e giornalisti, dipendenti da:

  • imprese industriali
  • imprese edili ed affini
  • cooperative agricole
  • imprese artigiane il cui fatturato nel biennio precedente dipendeva per oltre il 50% da un solo committente destinatario di CIGS
  • aziende appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione le cui imprese committenti siano interessate da CIGS
  • imprese appaltatrici di servizi di pulizia la cui impresa committente sia destinataria di CIGS
  • imprese editrici di giornali quotidiani, periodici e agenzie di stampa a diffusione nazionale per le quali si prescinde dal limite dei 15 dipendenti
  • imprese commerciali con più di 200 dipendenti. Nel calcolo non devono essere computati gli apprendisti e i lavoratori assunti con contratto di inserimento.

Non spetta ai dirigenti, agli apprendisti, ai lavoratori a domicilio, agli autisti alle dipendenze del titolare di impresa e ai lavoratori con contratto di inserimento se non sono espressamente inclusi nel provvedimento che autorizza la concessione della CIGS.

Cassa integrazione straordinaria a regime in alcuni settori

Ebbene la riforma del lavoro del ministro Fornero ha previsto che dal prossimo anno, il 2013, questo ammortizzatore sociale entrerà a pieno regime in settori  già interessati dalla stessa Cigs, come:

  • le imprese commerciali con più di 50 dipendenti
  • le agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici con più di 50dipendenti,
  • imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti
  • imprese del trasporto aereo  a prescindere dal numero di dipendenti
  • imprese del sistema aeroportuale a prescindere dal numero di dipendenti.

Cassa integrazione straordinaria sospesa in caso di impresa fallita

Altra novità che interessa la cassa integrazione straordinaria è la sua soppressione, dal  1 gennaio 2016, in caso di fallimento dell’impresa, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria, omologazione del concordato preventivo con cessione dei beni e nelle ipotesi di aziende sottoposte a sequestro o confisca.

Fondo di solidarietà al posto della cassa integrazione straordinaria

Ma la novità senza dubbio più importante introdotta dalla riforma del lavoro 2012, targata Fornero, e che entrerà in vigore fra meno di un mese, riguarda la soppressione della stessa cassa integrazione straordinaria a precise condizioni. Al posto della cassa integrazione straordinaria, e solo per quelle aziende con più di 15 dipendenti, verrà istituito infatti presso l’Inps, un cd Fondo di solidarietà. Il Fondo ha la finalità di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro, nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale straordinaria o ordinaria. Il Fondo di solidarietà è obbligatorio per tutti quei settori non coperti dalla cassa integrazione guadagni. La percentuale di contribuzione destinata al finanziamento del Fondo di solidarietà sarà ripartita come segue:

– 2/3 a carico del datore di lavoro,

-1/3 a carico del lavoratore.

La prestazione minima a carico del Fondo di solidarietà è pari alla cassa integrazione guadagno e il trattamento potrà essere erogato per un periodo non superiore ad un ottavo delle ore complessivamente lavorabili.

 

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Argomenti: Lavoro e Contratti, Cassa integrazione