Cassa integrazione straordinaria? Solo se l’azienda dà segni di ripresa economica

La cassa integrazione straordinaria è concessa solo se l'azienda dà segni di ripresa. Le novità amare con il decreto crescita

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
La cassa integrazione straordinaria è concessa solo se l'azienda dà segni di ripresa. Le novità amare con il decreto crescita

Cassaintegrazione guadagni straordinaria 2012. Come cambia con il decreto crescita., il DL n. 83/2012 convertito in legge n. 134 del 2012.

 Cassa integrazione straordinaria 2012

Dallo scorso 12 agosto, i lavoratori cassaintegrati, ossia i lavoratori che hanno diritto alla cassa integrazione straordinaria, sono quelli la cui impresa ha sì fermato l’attività, ma devono anche ricorrere altri precisi requisiti, per cui è necessario che sussistano anche prospettive di continuazione o ripresa dell’attività e salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione. Ciò è quanto prevede il recente decreto crescita del Governo Monti.

Finalità della cassa integrazione guadagni straordinaria

Si ricorda che la cassa integrazione guadagni straordinaria, anche conosciuta con l’acronimo cigs, è un istituto che rientra nel novero degli ammortizzatori sociali e ha come finalità di fronteggiare gravi situazioni di esubero del personale occupato in un’azienda che potrebbero portare a licenziamenti di massa. Scopo della cassa integrazione guadagni straordinaria è infatti quello di tutelare una certa continuità nella percezione del reddito ai lavoratori sospesi o a orario ridotto, dipendenti dalle aziende in crisi.

Quando può essere richiesta la cassa integrazione straordinaria?

I casi in cui si può avanzare questa richiesta sono tassativi, ossia:

–            ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione aziendale;

–            crisi aziendale di particolare rilevanza sociale;

–            procedure concorsuali, quali fallimento, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria, ammissione al concordato preventivo consistente nella cessione dei beni.

 Quali aziende possono chiedere l’intervento della cassa integrazione straordinaria?

Le aziende che possono fare richiesta dell’intervento della cassa integrazione straordinaria, sono quelle che hanno occupato più di 15 dipendenti nel semestre precedente alla richiesta dell’intervento e devono operare in precisi ambiti industriali. In particolare, le aziende che possono avanzare tale richiesta sono le imprese industriali, edili e affini, cooperative agricole,  imprese artigiane, ( quando il  fatturato nei due anni precedenti alla richiesta della cassa integrazione straordinaria dipendeva per oltre il 50% da un solo committente),  aziende appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione, le cui imprese committenti siano interessate dalla cassa integrazione straordinaria, imprese appaltatrici di servizi di pulizia la cui impresa committente sia destinataria di dell’intervento di questo ammortizzatore, imprese editrici di giornali quotidiani, periodici e agenzie di stampa a diffusione nazionale (per le quali si prescinde dal limite dei 15 dipendenti), nonchè imprese commerciali con più di 200 dipendenti, escludendo però dal calcolo,  apprendisti e  lavoratori assunti con contratti formazione e lavoro. Le aziende che, in deroga alla disciplina generale, possono richiedere l’intervento della cigs sono anche le imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti, quelle di spedizione e trasporto del terziario con più di 50 dipendenti, le imprese commerciali che occupano da 51 a 200 dipendenti, con esclusione dal calcolo, degli apprendisti e dei lavoratori assunti con contratti formazione e lavoro (oggi abrogati nel settore privato, le agenzie di viaggio e turismo, compreso gli operatori turistici, con più di 50 dipendenti.

Cassa integrazione 2012: le novità dal 12 agosto

Il decreto crescita varato dal Governo tecnico, ha introdotto delle novità importanti nella disciplina sulla cassa integrazione straordinaria. In primo luogo si prevede che l’intervento della cigs può essere richiesto ora anche per altre “ragioni”, come situazioni di crisi aziendale non risolvibile  in tempi brevi e che non permette il ricorso alla cassa integrazione ordinaria,  ristrutturazione aziendale con un aggiornamento delle tecnologie egli impianti, ammodernamenti, modifica dell’ubicazione dell’azienda stessa,  riorganizzazione aziendale che consiste in mutamenti organizzativi dei fattori lavorativi allo scopo di migliorare l’efficienza produttiva e la qualità della produzione, concordato preventivo con cessione dei beni, nonché  fallimento e liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria, solo in caso di mancata continuazione dell’attività.

Cassa integrazione straordinaria? Solo se ci sono prospettive di ripresa economica

Oltre all’ampliamento dei casi in cui si può far ricorso alla cassa integrazione straordinaria, il decreto crescita ha previsto che la cigs possa essere concessa allorquando sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell’attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione.

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Argomenti: Cassa integrazione