Cassa Integrazione più veloce e anticipo subito del 40% Inps col decreto Rilancio

Cassa Integrazione Guadagni in Deroga tolta alle Regioni e affidata direttamente all’Inps. Pagamenti più veloci e anticipi del 40% dell’assegno. Tutte le novità

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Cassa Integrazione Guadagni in Deroga tolta alle Regioni e affidata direttamente all’Inps. Pagamenti più veloci e anticipi del 40% dell’assegno. Tutte le novità

Cassa Integrazione Guadagni (Cig) più veloce. Con il decreto Rilancio le domande per gli ammortizzatori sociali saranno evase in tempi rapidi e sarà subito erogato un anticipo dall’Inps.

La direttiva impartita dal governo è quella di saltare le Regioni per la concessione della Cig in deroga, cosa che ha finora creato rallentamenti e intoppi burocratici, visto che la competenza è affidata appunto agli enti regionali. Con il decreto Rilancio sarà direttamente l’Inps a gestire le domande durante la fase di emergenza.

Cig in deroga tolta alle Regioni

La novità più importante sugli ammortizzatori sociali riguarda la Cig in deroga. In base all’accordo raggiunto fra Stato e Regioni, è stata ravvisata la necessità e l’urgenza di garantire ai lavoratori che si trovano difficoltà misure e risposte in tempi rapidi. Pertanto si è stabilito che la Cassa Integrazione Guadagni in Deroga sarà autorizzata dall’Inps e non più dalle Regioni, mentre finora erano le Regioni ad accogliere le domande e ad autorizzare i pagamenti, mentre l’Inps faceva solo da ufficio pagatore. Con il decreto Rilancio se ne occuperà solo l’Inps come avviene per le altre forme di gestione delle richieste di Cig. Non solo, l’Istituto anticiperà subito il 40% dell’importo previsto entro 15 giorni lavorativi, mentre il resto verrà corrisposto al termine dell’istruttoria e delle opportune verifiche dopo aver ricevuto i dati completi dai datori di lavoro.

Come funziona la nuova procedura

Le aziende che intendono ricorrere alla Cig in deroga, dovranno inoltrare domanda direttamente all’Inps entro 15 giorni dalla sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, inviando l’elenco dei beneficiari e le ore di sospensione per ciascun lavoratore.

L’Inps ha poi 15 giorni di tempo disponibili per autorizzare le domande e anticipare subito il 40% delle ore autorizzate. Il restante 60%, sarà pagato quando riceverà tutta la documentazione con le ore di Cig effettivamente usufruite. La nuova procedura è valida solo per le nuove richieste di Cig, mentre per quelle in corso (fino a 9 settimane) bisognerà attendere il disbrigo delle pratiche in corso alle Regioni e i tempi tecnici di pagamento dell’Inps. Così anche per gli anticipi dell’assegno che valgono solo per i nuovi periodi autorizzati da quando è entrato in vigore il DL Rilancio. Facile quindi che si creerà un po’ di confusione poiché per le prime 9 settimane previste dal decreto Cura Italia si deve seguire il vecchio iter con trasmissione delle domande alle Regioni. Mentre per le altre 9 settimane, prorogate dal decreto Rilancio, c’è l’invio diretto a Inps col 40% di anticipo. La fruizione di queste ulteriori 9 settimane è poi spezzata: le prime 5 settimane sono utilizzabili solo da quei datori di lavoro ai quali sono state già riconosciute le prime 9 (non dovranno rifare la domanda), mentre le restanti 4 settimane saranno da attivare tra il primo settembre e il 31 ottobre 2020.

Le altre novità

Fra le altre novità in materia di Cig, il decreto Rilancio approvato dal Consiglio dei ministri prevede l’innalzamento a 18 settimane della durata massima del trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in cassa integrazione straordinaria, nonché del trattamento di integrazione salariale in deroga. Il provvedimento prevede lo stanziamento di risorse a copertura della eventuale necessità di un ulteriore finanziamento delle misure di integrazione salariale, prevedendo anche la possibilità di estendere il periodo massimo di durata dei trattamenti per un massimo di 4 settimane fruibili dal 1° settembre al 31 ottobre 2020. Sono inoltre previste misure di semplificazione in materia di ammortizzatori sociali, consentendo ai datori di lavoro che non anticipano i relativi trattamenti, di richiedere il pagamento diretto della prestazione da parte dell’Inps.

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