Cassa Integrazione, pagato dall’Inps il 99,65%

3,48 milioni di lavoratori hanno ricevuto la cassa integrazione da inizio pandemia. Alitalia chiede altra Cigs per 7.000 dipendenti.

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3,48 milioni di lavoratori hanno ricevuto la cassa integrazione da inizio pandemia. Alitalia chiede altra Cigs per 7.000 dipendenti.

Da inizio crisi, la cassa integrazione è stata finora pagata quasi a tutti gli aventi diritto. Resta fuori ancora una piccola percentuale di lavoratori per i quali l’Inps sta verificando i requisiti.

Stando ai numeri ufficiali appena diffusi, sono in totale 13,6 milioni le prestazioni erogate direttamente dall’Inps da maggio, primo mese utile a fronte di richieste cassa integrazione presentate per marzo e aprile, a fronte di 13,81 milioni di domande pervenute. Esse riguardano 3,49 milioni beneficiari di cui 3,48 milioni hanno ricevuto pagamenti.

Ad oggi, dunque, il 99,65% dei lavoratori ha ricevuto pagamenti. Mentre i restanti in attesa di un primo pagamento sono passati da oltre 17.000 a circa 12.000, di cui oltre 6.000 sono relativi a richieste presentate (SR41) solo il mese scorso.

Le altre, riferite a mesi precedenti, sono attualmente oggetto di una specifica attenzione e diretta interlocuzione del personale dell’Istituto con le aziende. Per risolvere caso per caso i problemi di diversa natura nella domanda.

Cassa integrazione a 3,48 milioni di lavoratori

Lo rende noto l’Inps nell’aggiornamento quindicinale relativo ai pagamenti di Cassa integrazione da parte dell’Istituto nel periodo di emergenza Covid, con i dati risultanti al 3 novembre 2020.

In 15 giorni sono state erogate direttamente dall’istituto 781.967 integrazioni mensili. Mentre quelle ancora da pagare passano dai 267.625 a 207.329 trattamenti, dei quali il 73% si riferisce a richieste Cig di ottobre (pari a 151.090 pratiche presentate da pochi giorni). Quasi il 13% riguarda richieste pervenute a settembre (26.232 trattamenti), quasi il 5% (9.862 pratiche) è su richieste di agosto, oltre il 9% (20.049) è relativo a domande pervenute tra maggio e luglio.

In un contesto di emergenza e di enorme flusso di domande in pochi mesi, nei quali l’Inps ha già gestito complessivamente prestazioni Cig dirette o a conguaglio alle aziende per un totale di 6,5 milioni di lavoratori, la priorità dell’Istituto resta quella di attivare tutto l’impegno e le soluzioni possibili per superare le criticità di ogni singola situazione in sospeso.

Alitalia, Cigs fino a settembre 2021

Nel frattempo, sempre in tema di cassa integrazione, Alitalia ha firmato l’accordo per una nuova tornata di Cigs. Azienda e sindacati hanno appena firmato in sede ministeriale l’intesa per l’erogazione di nuova cassa per quasi 7 mila dipendenti fino al settembre 2021. I sindacati hanno affermato che

“è stato un percorso negoziale difficile nel quale alla fine ha prevalso l’impegno di mettere in campo gli strumenti necessari per salvaguardare l’occupazione e il sostegno salariale di migliaia di lavoratori e famiglie.

 A questo punto non può più essere ancora rinviato l’avvio del confronto con il sindacato sul piano industriale della futura Alitalia, con l’obiettivo di consegnare al paese una compagnia competitiva e produttiva, nell’interesse dei lavoratori e dell’indotto, ed al servizio dei cittadini”.

Debito pubblico alle stelle

Di questo passo il debito pubblico italiano è destinato ad esplodere. La seconda ondata del virus metterà ulteriormente sotto pressione la tenuta dei conti pubblici. E da più parti ci si domanda come si farà a venirne fuori. Anche perché era giù dura prima per il nostro Paese e ora sarà peggio.

Alla fine di questo infinito trauma noi ci troveremo un debito pubblico di dimensioni pari alla mastodonticità successiva alla prima e seconda guerra mondiale“.

Lo ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, nel corso del suo intervento alla 52 esima giornata del Credito, parlando degli effetti sui conti pubblici delle misure di garanzia sociale messe in campo dal governo che in questo momento sono comprensibili.

Il problema – ha sottolineato Patuelli – è che l’Italia non aveva previsto una pandemia e si è trovata con l’enorme fardello del debito pubblico. E’ un problema dimostrato da queste situazioni. Se arrivano le emergenze ci si trova con un peso e dei limiti e questi limiti li sconteremo successivamente“.

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