Cassa integrazione, pagamenti entro un mese: tempi per Inps e regioni. Quando arrivano i soldi sul conto

Cassa integrazione estesa per altre 9 settimane. Ma questa volta la sfida è pagare presto: Conte assicura che i soldi arriveranno entro un mese

di , pubblicato il
Cassa integrazione estesa per altre 9 settimane. Ma questa volta la sfida è pagare presto: Conte assicura che i soldi arriveranno entro un mese

Il decreto maggio (ex decreto aprile) si chiamerà ufficialmente decreto rilancio: aldilà del nome ciò che interessa sono le misure contenute. Chi è a casa in cassa integrazione (e sono in molti che ancora non hanno ricevuto il pagamento) si chiede quando arriveranno i soldi.

Quel che è già noto è che nel decreto rilancio (che il ministro per i Rapporti con il parlamento, Federico D’Incà, non ha esitato a definire “un valore che non si vedeva da molti anni”) sarà confermata la cassa integrazione, prevista inizialmente per nove settimane. Verosimilmente, dunque, si aggiungeranno altre 9 settimane. Dunque sarà possibile fare domanda per la CIG per il periodo compreso tra il 23 febbraio e il 31 ottobre 2020. Una bella notizia ma la preoccupazione primaria dei lavoratori in cassa integrazione, alla luce di quanto sta succedendo ora, riguarda probabilmente le tempistiche di erogazione. Le statistiche illustrano una situazione preoccupante: l’unica regione che ha pagato più della metà delle richieste di cassa integrazione sono le Marche (a quota 69,45%). Ben tre le regioni che non arrivano ad oggi al 10% della cassa integrazione pagata: Toscana (7%), Abruzzo (5,43%) e Lombardia (appena il 2,53%).

Tempi per il pagamento della cassa integrazione: sciolti gli intrecci tra Inps e Regioni

Federico D’Incà ha cercato di tranquillizzare chi ancora oggi aspetta la CIG spiegando che, oltre alla proroga, saranno adottate procedure più snelle per i pagamenti per superare quelli che sono stati gli intrecci burocratici tra Regioni e Inps.

La copertura economica resa nota dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, è di 16 miliardi di euro che, assicura “basteranno per tutte le richieste, quelle relative al decreto Cura Italia e le nuove che arriveranno”. Confermando che “sulla cassa in deroga verrà istituito con le Regioni e l’Inps un comitato tecnico per verificare dove si crea l’imbuto”.

Superato lo scoglio quindi? Anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, aveva espresso frustrazione nel vedere come “una parte delle risorse stanziate tempestivamente il 17 marzo, con il decreto Cura Italia, si sia impantanata nei meandri della burocrazia“. Frustrazione che per i lavoratori senza CIG può trasformarsi in disperazione. Urge snellire la procedura e provvedere al pagamento della cassa integrazione il prima possibile.

Il piano è quello di concedere alle Regioni 20 giorni di tempo e all’Inps 10 per la gestione delle pratiche. Totale 30 giorni dalla richiesta: quindi entro un mese sarà, speriamo, pagata la cassa integrazione.

Argomenti: ,